Vivere la missione con le stesse metodologie che usiamo abitudinariamente nell'arco della giornata tipo a casa, penso proprio che non sia possibile, ci piacerebbe...svegliarsi con la moglie accanto, i figli tra di noi, fare colazione insieme, insomma incominciare la giornata con la famiglia, (mancano queste cose...eh?) invece no, inizia con l'alitosi, i peti o meglio ancora con il tanfo dei cessi dei Corimec, e con qualche lamentela del collega accanto di lavandino, il quale la notte l'ha trascorsa di merda perchè magari il collega di stanza russava, o qualcuno la sera prima per un motivo od un'altro (tra feste di compleanno e varie MSU) ha alzato il gomito, per cui tanto sobrio non lo è, quindi ha disturbato quello che doveva essere il sonno tranquillo del soldato.
Forse incominciamo a sentire anche la mancanza delle scorribande sull'autoradio, sulle punto o Bravo che siano, le notti a girovagare per le strade del territorio a rompere le scattole al malcapitato di turno, (cosi impara a non mettersi le cinture) e magari anche qualche bell'intervento, (quelli non mancano mai) sicuramente sentiamo la mancanza del bel cornetto caldo e il cappuccino delle 06,00 prima di smontare.
Magari sentiamo un pizzico di nostalgia anche dei colleghi, lasciati nei vari reparti ad accudire quello che era solito nostro onere, (dai... un pensiero dal Kosovo, ci sarà anche per loro) ci mancano anche i richiami del nostro comandante, (anche se qui non mancano) del quale...forse non si sente tanto la mancanza ma piuttosto proprio per lui vorremmo che questa missione non finisca. (ma siamo matti, penso che si preferisca sopportarlo ancora)
Sicuramente a qualcuno mancherà la mamma, la fidanzata, la sorella maggiore o il fratello minore, ognuno di noi sente il desiderio di abbracciare il suo affetto più caro, anche questo fa parte della nostra missione, il legame con i nostri luoghi, le abitudini la cultura...ma soprattutto l'AMORE verso chi ci vuole bene, i quali a loro volta sentono la nostra mancanza, incentivato dallo stato d'animo preoccupato, al quale noi, forse, non diamo il giusto peso.
mercoledì 7 ottobre 2009
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