sabato 28 novembre 2009

Esercitazioni.



Dovendo affrontare situazioni in cui c'è bisogno di una determinata preparazione, fisica e mentale, necessita soprattutto esercitarsi, provare, ma soprattutto bisogna avere nervi saldi, la testa ben incollata al collo e prima di esternare l'ira, contare almeno sino a dieci, essere un pò più riflessivi e...perchè no, provare in prima persona al fine mostrare quanto si è capaci ad affrontare circostanze con determinazione e nel modo più adeguato.
Ebbene...accade che, farsi trovare pronti a fronteggiare un determinato numero di persone, le quali intenzioni, non sono quelle di stringerci la mano, ma di fracassarci di botte, be il nostro impeto si esalta, si carica, l'adrenalina sale, per cui assumiamo un atteggiamento differente da quello che è l'esercitazione, la quale bisogna comunque affrontare con determinazione ma non ci si esprime al massimo della concentrazione al fine di evitare...anche magre figure, può accadere...altrimenti a cosa servirebbero le esercitazioni, non per questo c'è il bisogno di mortificare, deridere, offendere e anche qualcos'altro i propri collaboratori.
Purtroppo l'impeto nelle esercitazioni a volte è forsennato, si imprime il senso della veridicità anche in normali addestramenti, i quali tali dovrebbero essere, mha?...ci sono circostanze che bisognerebbe lasciare spazio, più al nostro buon senso e restringere quello che è la foga, l'esaltarsi per...dimostrare, mettersi in luce, no... non credo siano stati questi motivi i quali ne hanno scaturito l'incidente al nostro Jimmy, purtroppo un banalissimo incidente, dal quale ne è derivato la frattura del malleolo o giù di li, buona guarigione Jimmy, ci mancherà sicuramente il tuo incoraggiare tutti noi, la tua esperienza e il tuo senso di adattamento, grazie di tutto.

martedì 24 novembre 2009

Peto!

Ormai ci stiamo abituando a certi rumori molesti, in bagno, (forse è il luogo dove è consentito) nei mezzi, nelle camere, ma se fosse per il fenomeno acustico, si poteva anche sorvolare, ciò che ci fà ribrezzo è il fetore, (certo che detto da uno che, emana gas intestinali frequentemente) a tal proposito se mi è consentito vorrei delucidare meglio sul fenomeno dell'emissione di gas intestinali, attraverso l'orifizio anale, meglio conosciuti come...scuregge, pirito, troddio: (nelle varie forme dialettali)
  • COSA CAUSA L'ODORE DEI PETI?
L'odore dei peti è causato da piccole quantità di solfuro di idrogeno e zolfo, (acido solforico) quanto più la nostra dieta è ricca di zolfo, più questi gas si producono nel nostro intestino, provocando così maggior fetore dei nostri peti.
Gli alimenti come la cipolla, cavolfiore, uova, sono noti per la produzione di peti puzzolenti.
  • PERCHE I PETI FANNO RUMORE?
I rumori sono causati dall'apertura anale, lo stesso dipende dalla velocità di espulsione del gas e da quanto è stretto lo sfintere anale, (quelli di un omosessuale non si sentono) in poche parole un culo più è stretto più fa rumore. Per questo, i peti a sorpresa, i quali rincresce farli silenziosi, esce rumoroso suscitando stupore a chi ti stà accanto (come se loro non ne avessero mai fatto uno)
  • QUANTO GAS PRODUCE UNA PERSONA?
Normalmente una persona, produce l'equivalente di un litro di peti al giorno (io forse un pò di più) distribuiti normalmente in 14 (qutoridici) peti giornalieri...è così e non negatelo!
  • QUANTO CI METTE UN PETO A GIUNGERE ALLE NARICI DI QUALCUNO?
Bisogna prendere in considerazione alcuni requisiti: le condizioni atmosferiche; umidità, velocità del vento, nonchè la distanza che c'è tra le persone, comunque i peti si disperdono, perdendo la sua potenzialità nauseabondo con la diluizione. C'è chi ha poteri anormali, come far sollevare le lenzuola del letto, in realtà è solo un peto talmente potente, preludio al divorzio, per aver tentato di asfissiare la consorte...pensateci, magari non sono i peggiori? sicuramente i più difficili da disperdere e i più collosi!
Esistono condizioni eccezionali, quando un peto viene erogato in un'area, piccola, chiusa, come potrebbe essere un ascensore, una piccola stanza (tipo le stanze del corimec) o in auto, queste condizioni limitano la quantità disponibile di aria, cosichè il peto va a soffermarsi e concentrarsi permettendo la sua percezione per più tempo, sino a che si condensa sulle pareti.
  • ALCUNE PERSONE NON PETANO MAI?
No! Se un individuo è vivo, PETA, sicuro, non ci sono eccezioni ne miracoli! Ci sono persone che, e questo è comprovato, petano per ore anche dopo morti.
  • GLI UOMINI PETANO PIU' DELLE DONNE?
Niente di più falso! Le donne petano tanto quanto gli uomini, il fatto è che gli uomini hanno meno vergogna delle donne; al contrario, in certe circostanze è un orgoglio scoreggiare più sonoramente, più volte e con maggiore puzza di altre.
  • IL PETO E' UN RUTTO CHE ESCE DAL LATO SBAGLIATO?
No! La frase "il rutto è un peto che prende l'ascensore" è puro folklore. Il rutto proviene dallo stomaco e ha una composizione chimica differente dal peto, i peti hanno meno aria atmosferica e più gas prodotto dai batteri.
  • DOVE VANNO I PETI CHE TRATTENIAMO?
Quante volte uno trattiene i peti (non è il mio caso e forse anche di qualcun'altro) pretendendo di lasciarlo fuoriuscire alla prima favorevole occasione, però scopre che ormai si è dissolto?
In realtà è uscito lentamente, senza che il soggetto si sia reso conto?
E' stato assorbito dalla corrente sanguinea?
O... cosa succede veramente?
I medici, e sono tutti d'accordo sul fatto che il peto non è stato liberato ne assorbito, semplicemente è ritornato negli intestini ed esce subito. Questo conferma di fatto che i piriti, non si disperdono ne si assorbono...dimorano e basta.
  • GLI ALTRI SENTONO L'ODORE PIU' DI CHI LO COMPIE?
Il peto in realtà dovrebbe puzzare tanto per chi lo emette, che per le altre persone, però chi lo fa, ha il vantaggio per il fatto di averlo emesso, lontano dal suo corpo e dalle sue narici. Invece scoreggiare contro vento, annulla questo vantaggio.

Interessante? fattemi sapere!

lunedì 23 novembre 2009

UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA



Una presentazione di Ordine Pubblico di benvenuto all'olandese Capo della Polizia Eulex se non ricordo male Generale Smith al suo arrivo presso la Base MSU Carabinieri di Pristina.


A San Piero a Grado nelle lezioni di O.P. ricordo due tipi di folla quella fisica e quella psicologica, quest'ultima si suddivide in pacifica, spaventata ed in tumulto.


I fattori che riducono o rafforzano il legame tra gli atteggiamenti ed il comportamento conseguente sono:




  1. Il contesto;


  2. l'intervallo di tempo tra l'assunzione dell'atteggiamento e la registrazione del comportamento;


  3. la sicurezza dell'atteggiamento, che quanto più è ancorato all'esperienza del gruppo o degli individui, tanto meno è sensibile al cambiamento.

Ciò premesso guardatevi il filmato creato e montato dall'Appuntato Leta Luciano, buona visione.


CULTURA RELIGIOSA: Un po di Storia del tempo che stiamo per iniziare

Carissimi AMICI,
dopo la celebrazione della Virgo Fidelis, e vi ringrazio della vostra partecipazione, domenica prossima inizia il tempo di AVVENTO, che ci porterà alle celebrazionid del S. Natale.
Qui voglio darvi alcune notizie riguardo questo periodo, per arricchire il vostro bagaglio religioso/culturale.
Buona Lettura

vostro don Marco

La storia



Nel tempo in cui incomincia a determinarsi l'esigenza di un periodo di preparazione alle feste della manifestazione del Signore, la Chiesa aveva già fissato le modalità di preparazione alle feste pasquali. Nel IV secolo il tempo pasquale e quaresimale avevano già assunto una configurazione vicinissima a quella attuale.

L'origine del tempo di Avvento è più tardiva, infatti viene individuata tra il IV e il VI secolo. La prima celebrazione del Natale a Roma è del 336, ed è proprio verso la fine del IV secolo che si riscontra in Gallia e in Spagna un periodo di preparazione alla festa del Natale.

Per quanto la prima festa di Natale sia stata celebrata a Roma, qui si verifica un tempo di preparazione solo a partire dal VI secolo. Senz'altro non desta meraviglia il fatto che l'Avvento nasca con una configurazione simile alla quaresima, infatti la celebrazione del Natale fin dalle origini venne concepita come la celebrazione della risurrezione di Cristo nel giorno in cui si fa memoria della sua nascita. Nel 380 il concilio di Saragozza impose la partecipazione continua dei fedeli agli incontri comunitari compresi tra il 17 dicembre e il 6 gennaio.

In seguito verranno dedicate sei settimane di preparazione alle celebrazioni natalizie. In questo periodo, come in quaresima, alcuni giorni vengono caratterizzati dal digiuno. Tale arco di tempo fu chiamato "quaresima di s. Martino", poiché il digiuno iniziava l'11 novembre. Di ciò è testimone s. Gregorio di Tours, intorno al VI secolo.

Significato Teologico

La teologia dell'Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine "adventus" (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l'anniversario della prima venuta del Signore; d'altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi.

Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.

E' tornato il sorriso a mimì

Sono veramente contento che alla fine tutto si risolve, anche i momenti più difficili vengono superati, questa e per me e penso per tutta la mia squadra una liberazione, vedere il vero mimì, ragazzo (oddio ragazzo quasi 50 anni) solare, pieno di vita, scherzare, ridere, cichettare per un errata discesa nella carta a briscola. Sopratutto fa veramente male vedere una persona cosi adulta piangere per un problema, abbattersi per l'impotenza nel trovare una soluzione. Pensare che in quel buio periodo non sapevamo neanche noi cosa fosse giusto fare per risollevarli il morale. Volevo solamente dedicare questo breve post a lui e alla definitiva guarigione di Manuel ciao da tutta la squadra.