mercoledì 6 gennaio 2010

OMELIA del 6 Gennaio Solennità dell'EPIFANIA

Carissimi,
questa l'Omelia di questa sera nella Sonne S. Messa dellìEpifania. Te la ripropongo qui, affinchè possa essere un'occasione di lettura spirituale e per farti sapere che è stato preparato un fascicoletto sulle Religioni, come leggerai. Buona Lettura.
tuo don Marco


“OGGI UNA GRANDE LUCE DISCENDE SULLA TERRA”

nella chiesa cristo si rivela a i popoli



Cari fratelli e sorelle,
celebriamo oggi Cristo, Luce del mondo, e la sua manifestazione alle genti. Nel giorno di Natale il messaggio della liturgia suonava così: "Hodie descendit lux magna super terram – Oggi una grande luce discende sulla terra" (Messale Romano).
Vorrei, ora, farvi ripercorrere un discorso pronunciato del Papa Benedetto XVI, affinché le Sue parole guidino la nostra riflessione, scaldino il nostro cuore e come una stella orientino il nostro cammino, in questa festa, simbolo dell’Universalità della Chiesa.
A Betlemme, questa "grande luce" apparve a un piccolo nucleo di persone, un minuscolo "resto d’Israele": la Vergine Maria, il suo sposo Giuseppe e alcuni pastori. Una luce umile, come è nello stile del vero Dio; una fiammella accesa nella notte: un fragile neonato, che vagisce nel silenzio del mondo… Ma accompagnava quella nascita nascosta e sconosciuta l’inno di lode delle schiere celesti, che cantavano gloria e pace (cfr Lc 2,13-14).
Così quella luce, pur modesta nel suo apparire sulla terra, si proiettava con potenza nei cieli: la nascita del Re dei Giudei era stata annunciata dal sorgere di una stella, visibile da molto lontano. Fu questa la testimonianza di "alcuni Magi", giunti da oriente a Gerusalemme poco dopo la nascita di Gesù, al tempo del re Erode (cfr Mt 2,1-2).
L’avvenimento evangelico che ricordiamo nell’Epifania – la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme – ci rimanda così alle origini della storia del popolo di Dio, cioè alla chiamata di Abramo. Siamo al capitolo 12° del Libro della Genesi. I primi 11 capitoli sono come grandi affreschi che rispondono ad alcune domande fondamentali dell’umanità: qual è l’origine dell’universo e del genere umano? Da dove viene il male? Perché ci sono diverse lingue e civiltà? Tra i racconti iniziali della Bibbia, compare una prima "alleanza", stabilita da Dio con Noè, dopo il diluvio. Si tratta di un’alleanza universale, che riguarda tutta l’umanità: il nuovo patto con la famiglia di Noè è insieme patto con "ogni carne". Poi, prima della chiamata di Abramo si trova un altro grande affresco molto importante per capire il senso dell’Epifania: quello della torre di Babele. Afferma il testo sacro che in origine "tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn 11,1). Poi gli uomini dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra" (Gn 11,4).
La conseguenza di questa colpa di orgoglio, analoga a quella di Adamo ed Eva, fu la confusione delle lingue e la dispersione dell’umanità su tutta la terra (cfr Gn 11,7-8). Questo significa "Babele", e fu una sorta di maledizione, simile alla cacciata dal paradiso terrestre.
A questo punto inizia la storia della benedizione, con la chiamata di Abramo: incomincia il grande disegno di Dio per fare dell’umanità una famiglia, mediante l’alleanza con un popolo nuovo, da Lui scelto perché sia una benedizione in mezzo a tutte le genti (cfr Gn 12,1-3). Questo piano divino è tuttora in corso e ha avuto il suo momento culminante nel mistero di Cristo.
Da allora sono iniziati gli "ultimi tempi", nel senso che il disegno è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini. La stessa Chiesa, depositaria della benedizione, è santa e composta di peccatori, segnata dalla tensione tra il "già" e il "non ancora". Nella pienezza dei tempi Gesù Cristo è venuto a portare a compimento l’alleanza: Lui stesso, vero Dio e vero uomo, è il Sacramento della fedeltà di Dio al suo disegno di salvezza per l’intera umanità, per tutti noi.
L’arrivo dei Magi dall’Oriente a Betlemme, per adorare il neonato Messia, è il segno della manifestazione del Re universale ai popoli e a tutti gli uomini che cercano la verità. E’ l’inizio di un movimento opposto a quello di Babele: dalla confusione alla comprensione, dalla dispersione alla riconciliazione.
Vediamo nei Magi i popoli che si aggregano al resto d’Israele, preannunciando il grande segno della "Chiesa poliglotta", attuato dallo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Questo "mistero" della fedeltà di Dio costituisce la speranza della storia.
La Chiesa è, nella storia, al servizio di questo "mistero" di benedizione per l’intera umanità. In questo mistero della fedeltà di Dio, la Chiesa assolve appieno la sua missione solo quando riflette in se stessa la luce di Cristo Signore, e così è di aiuto ai popoli del mondo sulla via della pace e dell’autentico progresso.
Con Gesù Cristo la benedizione di Abramo si è estesa a tutti i popoli, alla Chiesa universale come nuovo Israele che accoglie nel suo seno l’intera umanità.
Ora, proprio con questo spirito oggi in questa festa della Manifestazione di Cristo al mondo intero, la Chiesa ci mette davanti agli occhi nei Magi che visitano il Bambino di Betlemme la varietà e l’universalità dei popoli attorno all’unica fede in Dio, qualsiasi nome abbia l’uomo dato a Dio.
Questo ci porta a riflettere, allora, sulla grande famiglia della Chiesa nelle sue varie sfaccettature, differenze e tradizioni ( Ortodossi, Protestanti ecc..), pertanto per celebrare questo giorno ho preparato un fascicoletto con alcune notizie sulle Religioni per aiutare la vostra comprensione, arricchire il vostro bagaglio culturale religioso e guidare la vostra fede e la vostra appartenenza alla Chiesa di Cristo.
Cari Amici, per realizzare tutto questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Il coraggio dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella, e che seppero inginocchiarsi davanti ad un Bambino e offrirgli i loro doni preziosi.
Abbiamo tutti bisogno di questo coraggio, ancorato a una salda speranza. Ce lo ottenga Maria, accompagnandoci nel nostro pellegrinaggio terreno con la sua materna protezione e ci aiuti in questo cammino di rispetto e dialogo universale.

martedì 5 gennaio 2010

UN RACCONTO: Natale è festa di persone non di cose.


Carissimi,
domani 6 Gennaio è la Solennità dell'Epifania, ci saranno due Sante Messe alle ore 7.45 come ogni giorno e alle ore 18.00.
Buona BEFANA
don Marco

"Devo fare qualcos’altro?", chiese la segretaria.

L’occupatissimo direttore sbirciò l’orologio e l’agenda.
"Dovremmo già essere fuori da un pò.
Non si combina più niente ormai".
La segretaria sorrise:
"Veramente c’è ancora la lista dei regali di Natale di suo figlio.
Non dimentichi che fra qualche giorno è Natale!".
"Meno male che almeno lei ci ha pensato!".
L’indaffaratissimo direttore sospirò.
"Temo che il mio povero bambino sia un po’ arrabbiato con me.
E forse ha ragione.
Ho così poco tempo da dedicare alla mia famiglia.
Quando arrivo a casa alla sera, il bambino è già a letto.
Non ci parliamo quasi mai.
Ah! Ma almeno a Natale, voglio che abbia un bellissimo regalo!
Solo che non ho tempo... Facciamo così: me lo compri lei.
Non badi a spese.
Legga la lettera e compri tutto quello che il bambino vuole".
La segretaria aprì la lettera e sorridendo scosse il capo:
"Eseguo sempre i suoi ordini, ma questa volta mi è proprio impossibile".
"Perché no? Possibile che ci sia qualcosa che non
si può procurare oggi a un bambino di otto anni?
Che cosa avrà mai desiderato?
Mi faccia vedere, accidenti! ".
Senza parlare la segretaria tese al direttore la letterina del figlio.
L’uomo lesse:
"Caro papà, come regalo di Natale vorrei che tu per il prossimo anno tenessi
da parte tutti i giorni (o quasi) mezz’ora di tempo per me.
Nient’altro.
Tuo figlio Fabrizio".

Natale è festa di persone non di cose.
Un momento in cui si ritrovano valori, affetti, tenerezze, attenzioni
che finiscono troppo spesso smarrite nell'incalzare frenetico delle giornate.
I doni più belli sono quelli che riguardano le relazioni con le persone che amiamo.