...eccoci arrivati, sento già la classica frase "sembra ieri che siamo partiti da Pisa" è proprio vero, sembra... veramente ieri, sono trascorsi tre mesi, chi l'avrebbe mai detto, ancora ricordo il viaggio (tremendo) sul pullman, la lunga attesa in aeroporto, l'imbarco, l'arrivo a Giacova (l'attesa è stata ancora più lunga) e quello a Pristina, le varie code per la sistemazione, insomma, era tre mesi fa!
Non vi aspettavate che sarebbero trascorsi così veloci, invece...eh... come vola il tempo,(e chi lo ferma!?) la metà è fatta, come li avete trascorsi? dai ditemi, siete fieri del tempo trascorso in questi luoghi? oppure trovate che sia stato impegnato male, (non credo) abbiamo fatto nuove conoscenze, nuove esperienze professionali (avremmo di che raccontare) di una cosa sono certo, avete approfondito la vostra conoscenza con il prossimo, condiviso esperienze di vita,(belle e brutte) questi tre mesi che abbiamo davanti a noi, ci serviranno per intensificare questi rapporti intrapresi, magari raddrizzando quello che per il momento è andato storto, ampliando quello che ancora è stretto, affrontandoli con maggior rispetto.
Forse la maggior parte di noi (anzi senza forse) il Kosovo l'aveva visto solo in foto, magari da colleghi che ci hanno preceduto in questa esperienza, (ecco, visto, incomincio ad usare il termine esperienza) per cui non sapevamo neanche dove si trovava (ma...mi sembra che si trova nei...balcani, ai confini con la...Serbia, Macedonia...bo!?) solo per sentito dire dai vari Mass Media durante il conflitto, (già il conflitto...) proprio per questo siamo qui, abbiamo dato tre mesi della nostra vita a questa gente, a questi luoghi, altri tre dovranno trascorrerne per considerare questa... "MISSIONE COMPIUTA".
sabato 17 ottobre 2009
Una Lettura Spirituale per la Domenica

Cari Amici di EULEX,
mi permetto di inviare sul vostro BLOG, questo antico scritto di Sant' Agostino, è una bella lettura. Antica, ma sempre efficace che vi può preparare alla partecipazione della Messa Domenicale di domani.
Buona lettura spirituale.
vostro DMG
Le aspirazioni del cuore, anima della preghiera
Dalla «Lettera a Proba» di sant'Agostino, vescovo
(Lett. 130, 8, 15. 17 - 9, 18; CSEL 44, 56-57. 59-60)
Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo, santuario»? (Sal 26, 4). Ivi infatti non c'è successione di giorni come se ogni giorno dovesse arrivare e poi passare. L'inizio dell'uno non segna la fine dell'altro, perché vi si trovano presenti tutti contemporaneamente. La vita, alla quale quei giorni appartengono, non conosce tramonto.
Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi. Nella preghiera infatti ci rivolgiamo a colui che, come dice il Signore medesimo, già sa quello che ci è necessario, prima ancora che glielo chiediamo (cfr. Mt 6, 7-8).
Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto
bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci. Questo dono, infatti, è assai grande, mentre noi siamo tanto piccoli e limitati per accoglierlo. Perciò ci vien detto: «Aprite anche voi il vostro cuore! Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli» (2 Cor 6, 13-14).
Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d'uomo (cfr. 1 Cor 2, 9), perché è là che il cuore dell'uomo deve entrare. Lo riceviamo con tanta maggiore capacità, quanto più salda sarà la nostra fede, più ferma la nostra speranza, più ardente il nostro desiderio.
Noi dunque preghiamo sempre in questa stessa fede, speranza e carità, con desiderio ininterrotto. Ma in certe ore e in determinate circostanze, ci rivolgiamo a Dio anche con le parole, perché, mediante questi segni, possiamo stimolare noi stessi e insieme renderci conto di quanto abbiamo progredito nelle sante aspirazioni, spronandoci con maggiore ardore a intensificarle. Quanto più vivo, infatti, sarà il desiderio, tanto più ricco sarà l'effetto. E perciò, che altro vogliono dire le parole dell'Apostolo: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17) se non questo: Desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla quella vita beata, che niente varrebbe se non fosse eterna?
venerdì 16 ottobre 2009
Un Itinerario ..... continua 3° parte

Carissimi,
ecco il secondo aspetto del discorso inziato qualche giorno fa su: "Un Itinerario per cercare e vivere la volontà di Dio".
CUORE GENEROSO
Per cercare e vivere la volontà di Dio ci vuole un cuore generoso, liberale cioè disponibile e libero che non sono sinonimi, sono due atteggiamenti diversi e molto importanti. Cercare e trovare la volontà di Dio non è "scegliere questo o quello" ma scegliere in seguito ad una riflessione leale e libera dall'egoismo e dalla paura per realizzare, in modo fecondo e più lieto, la propria vita. Disponibilità è lasciarsi disinstallare dalle nostre posizioni e "prendere il largo" da certe modi di intendere la vita e le relazioni e questa trasformazione richiede una grande fatica, e allora, nel confronto cuore a cuore con il Signore, piuttosto che parlare per primo, piuttosto che chiedere: "Cosa devo fare" ci accosteremo all'incontro con un solo desiderio: "Signore tu che dici".
Se vogliamo davvero realizzare la nostra vita seguendo la volontà di Dio, la nostra preoccupazione sarà essere disponibili a "cambiare posizione"; a liberarci da tutto ciò che ci impedisce di essere in sintonia con la mentalità, il cuore, il tipo di relazioni di Gesù. In questo senso parlo di cuore libero, un cuore che decide di intraprendere questa continua tensione verso Colui dal quale scopre di essere amato. Quello della libertà del cuore è un cammino che si fonda sulla certezza di essere eternamente amato ma che fa l'esperienza continua della propria debolezza e insieme l'esperienza del "ma" di Geremia. Il profeta, perseguitato a causa della Parola annunciata e non accolta, dice: "basta Signore, non parlerò più in tuo nome ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente chiuso nelle mie ossa, mi sforzavo di contenerlo ma non potevo. Geremia individua e distingue nel suo cuore due spinte diverse che portano a orientare la sua vita in modo differente e lui, pur non senza una lotta interiore fortissima, decide di continuare a seguire il Signore. Questo è un cuore libero. Cercare la volontà di Dio nell'intimità della preghiera è intraprendere un cammino affascinante ma arduo, lieto e pacificante ma spesso inquieto perché soggetto a lotte interiori violente.
Anche la libertà come l'amore non è affatto spontanea ed è frutto di discernimento e di scelte. Il
nostro cuore è come un campo dove tutti seminano e tutti vogliono raccogliere ma solo io posso
decidere cosa raccogliere, cosa bruciare. A seminare non è solo il buon Dio ma anche il suo antagonista, il nemico che conosce molto bene il mestiere della menzogna e del travestimento per cui è importante imparare a riconoscere i suoi trucchi per smascherarlo e "baipassarlo". Non è
facile, ma non è impossibile; è necessaria molta intimità con il Signore e anche farsi accompagnare in questa avventura da qualcuno che sia adulto nella fede e che "perda del tempo" a stare con il Signore. Dicevo prima il cuore è come un campo, in tanti seminano, tutti vogliono raccogliere ma solo io posso decidere. Questa è la nostra libertà. Già, il buon Dio ci ha fatto proprio bene, noi forse non ci pensiamo ma quando riduciamo la ricerca della volontà di Dio a: "Signore dammi una risposta", "mandami un segno", ci riduciamo a burattini invece il Signore ci ha dotato di intelligenza, di volontà, di memoria.
vostro don Marco
UNA PREGHIERA PRIMA DI ADDORMENTARSI
Carissimi,
mi permetto di mandarvi questa antica preghiera della tradizione Cristiana. Noi sacerdoti la recitiamo prima di andare a dormire al termine della giornata. Te la lascio per la tua preghiera personale.
Inoltre, in Chiesa, all'ingresso a sinistra appena entri, trovi un registro dove puoi segnare una tua intenzione di preghiera e PREGHEREMO per Te e con TE.
Io ogni giorno celebrando la S. Messa: ricordo e applico secondo tutte le vostre intenzioni
don Marco

immagine della Sacra Famiglia, immagine di tutte le vostre famiglie, che ricordo quotidianamente nella mia preghiera.
Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o vergine gloriosa e benedetta.
testo in latino
Sub tuum praesidium confúgimus,
sancta Dei Genetrix.
nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus,
sed a periculis cunctis libera nos semper,
Virgo gloriosa et benedicta.
Grazie
Carissimi AMICI,
grazie della bella e allegra oltre che appetitosa serata "Sarda", per l'amico Walter, di ieri sera. Credo che momenti come questi aiutino la conoscenza e lo spirito di amicizia e di rispetto.
Una buona serata
don Marco
Cenetta tra amici...
...ha voluto fare proprio le cose alla grande per il suo compleanno, diciamo che in parte è riuscito, non si è fatto mancare nulla...o forse si, già... qualcosa mancava, per un compleanno è l'alimento più atteso e fondamentale, ma non importa è andata veramente alla grande.
Ci siamo prodigati sin dalle prime ore dell'alba, (mha?) per preparare la cenetta tra amici, (circa 45 persone) con la sistemazione della saletta, (grazie ai vertici MSU) abbiamo proseguito (con...l'allarme, gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo) ad infilzare i quadrupedi, contemporaneamente acceso il fuoco e...la lunga attesa della cottura, circa 2 ore e mezza, ma sembra che sia stata compensata, a giudicare dalla soddisfazione del palato.
Un grazie particolare a coloro che hanno collaborato per l'ottima riuscita dell'evento (Franco, Salvatore, Sebastiano, Salvatore, Luca, Giampiero) culinario, un grazie anche a chi, per motivi dovuti a causa di forza maggiore, non hanno potuto presenziare, (peccato...) ancora auguri di buon compleanno... cinghialotto.
Ci siamo prodigati sin dalle prime ore dell'alba, (mha?) per preparare la cenetta tra amici, (circa 45 persone) con la sistemazione della saletta, (grazie ai vertici MSU) abbiamo proseguito (con...l'allarme, gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo) ad infilzare i quadrupedi, contemporaneamente acceso il fuoco e...la lunga attesa della cottura, circa 2 ore e mezza, ma sembra che sia stata compensata, a giudicare dalla soddisfazione del palato.
Un grazie particolare a coloro che hanno collaborato per l'ottima riuscita dell'evento (Franco, Salvatore, Sebastiano, Salvatore, Luca, Giampiero) culinario, un grazie anche a chi, per motivi dovuti a causa di forza maggiore, non hanno potuto presenziare, (peccato...) ancora auguri di buon compleanno... cinghialotto.
mercoledì 14 ottobre 2009
Anche queste sono soddisfazioni.
Considerato che siamo ancora ristretti con la pubblicazione (ma, forse è meglio così) mi compiaccio, (posso?) dell'interesse che stà suscitando questo Blog, sono felice dei risultati giunti, grazie naturalmente ai collaboratori (piero71, oldwarrior e il cappellano) che ormai ne fanno parte e che hanno accolto con entusiasmo l'invito, ma soprattutto grazie a voi che prestate attenzione a quanto pubblichiamo.
Devo essere sincero, mi viene male chiamarlo Blog, per mè è... come scrivere su un pezzo di carta, (come ho fatto sin dall'inizio a Pisa) con la differenza che, posso mettervi a conoscenza di quanto mi balena per la testa, relativamente a episodi, dialoghi e quant'altro accade nel contesto di questa missione, (forse un pò metaforicamente) conscio del fatto che, possa interessarvi oppure no, ma dalle richieste che ci stanno giungendo, dai nuovi post che animano il Blog e dai commenti inseriti, sembra proprio che stia suscitando il vostro interesse (e non solo).
Come già detto, ho intrapreso quest'attività circa due settimane dopo che siamo giunti a Pristina, inizialmente solo per gioco (e resta tale) però, poi, pian piano, ha destato l'interesse, la curiosità collettiva di chi fa parte a questa trasferta in terra Kossovara, ho cercato da subito colleghi disponibili per prestare la propria opera, purtroppo con scarso risultato, però non ho desistito, ho continuato a scrivere e inserire foto, (postare, gergo informatico, anche se qualitativamente...modesto) finchè, trovandomi in una situazione di solitudine scritturale (anche perchè l'inventiva incominciava a mancare) ho interpellato gli amati collaboratori, in modo da poter creare una squadra, e far si che il Blog si animasse di testi e foto, differenti in genere e forma, insomma da non essere la stessa solfa.
L'intento è andato a buon fine, (per quanto mi riguarda) a questo punto è gradita e si sente che manca, c'è bisogno di un elemento per completare questa compagnia Eulex, un componente del 1° plotone cioè del Reggimento di Gorizia, se c'è la disponibilità (naturalmente prima che termini al missione) e la volontà di esprimere idee, opinioni e quant'altro emerge dalla vostra inventiva, esprimendosi sempre con i toni contenuti, usati sino a questo momento, date spazio alla vostra libertà, qui si può fare, è un invito.
martedì 13 ottobre 2009
Buona Giornata

Cari AMICI di Eulex, buona giornata a tutti con questa preghiera ....
Signore, fammi buon amico di tutti, fa' che la mia persona ispiri fiducia: a chi soffre e si lamenta, a chi cerca luce lontano da Te, a chi vorrebbe cominciare e non sa come, a chi vorrebbe confidarsie a chi non se ne sente capace. Signore aiutami, perché non passi accanto a nessunocon il volto indifferente, con il cuore chiuso, con il passo affrettato. Signore, aiutami ad accorgermi subito:di quelli che mi stanno accanto, di quelli che sono preoccupati e disorientati, di quelli che soffrono senza mostrarlo, di quelli che si sentono isolati senza volerlo. Signore, dammi una sensibilitàche sappia andare incontro ai cuori. Signore liberami dall'egoismo, perché Ti possa servire, perché Ti possa amare, perché Ti possa ascoltarein ogni fratello che mi fai incontrare.
Esercitazione di O.P. del 13 ottObre 2009 : "IL FERITO"

ELOGIONE
MANCA Salvatore, fulgido esempio di Appuntato di elette virtù militari, con sprezzo del pericolo e con altissimo senso del dovere, attinto da più colpi e ferito gravemente ad un dito, sebbene allo stremo delle forze, con coraggio e determinazione affrontava un numeroso gruppo di terroristi capeggiati dai noti Al Querin Sadr e Swarosky, che al suo cospetto fuggivano lasciando poi spazio ai colleghi che prontamente lo trasportavano nella vicina infermeria dove riceveva le cure del caso.
Nonostante i pareri medici negativi l'Appuntato Manca tornava a dar man forte ai colleghi dimostrando con la sua altissima professionalità il grandissimo attaccamento all'Arma ed ai colleghi tutti.
Nonostante i pareri medici negativi l'Appuntato Manca tornava a dar man forte ai colleghi dimostrando con la sua altissima professionalità il grandissimo attaccamento all'Arma ed ai colleghi tutti.
Pristina (Kossovo) - Piazza d'Armi - 13 ottobre 2009
Grazie Appuntato Manca Salvatore
sarai il nostro punto di riferimento per l'avvenire
sarai il nostro punto di riferimento per l'avvenire
OLD WARRIOR
Un Racconto con un po di morale e un'invito ....

UN GIORNO L'USIGNOLO SI AMMALÒ
Un giorno l'usignolo si ammalò e non cantava più. «Non è ammalato», dissero i passeri, «è troppo pigro per cantare». Questi commenti offesero profondamente l'usignolo, che iniziò di nuovo a cantare. «Non avevamo ragione?», dissero i passeri. Così l'usignolo fece appello alle sue ultime forze e morì. Allora i passeri dissero: «Ma allora perché cantava, se era ammalato?».
Un giorno l'usignolo si ammalò e non cantava più. «Non è ammalato», dissero i passeri, «è troppo pigro per cantare». Questi commenti offesero profondamente l'usignolo, che iniziò di nuovo a cantare. «Non avevamo ragione?», dissero i passeri. Così l'usignolo fece appello alle sue ultime forze e morì. Allora i passeri dissero: «Ma allora perché cantava, se era ammalato?».
Dare troppo peso a quello che dicono gli altri può essere molto pericoloso...
San Paolo in una sua lettera ci dice:" ... gareggiate nello stimarvi..." sia così anche il nostro modo di vivere ogni giorno, non date troppo peso alle chiacchiere, ma siate sempre positivi e pronti a vedere cio che c'è di buono nell'altro....
vostro don Marco
lunedì 12 ottobre 2009
"UN ITINERARIO .... continuazione 2° parte
Cari AMICI,
faccio seguito al discorso inizato qualche giorno fa e proseguo con il primo aspetto.
ASCOLTO
Che presuppone il silenzio esteriore ed interiore. E quando parlo di silenzio non mi riferisco al
mutismo. Silenzio è attendere una Presenza. Noi invece preferiamo essere al centro dell'attenzione,
prendere la parola, parlare, decidere, fare. Al contrario etimologicamente attendere significa attendere
cioè tendere verso; sono tutto proteso verso: corpo, cuore, mente… Allora più che fare
silenzio, è necessario prendere il silenzio. Accogliere una presenza.
È necessario interiorizzare un evento veicolato dalla Parola ascoltata e lasciarsi mettere in crisi,
se vogliamo che questo, l'evento, diventi esperienza.
Che presuppone il silenzio esteriore ed interiore. E quando parlo di silenzio non mi riferisco al
mutismo. Silenzio è attendere una Presenza. Noi invece preferiamo essere al centro dell'attenzione,
prendere la parola, parlare, decidere, fare. Al contrario etimologicamente attendere significa attendere
cioè tendere verso; sono tutto proteso verso: corpo, cuore, mente… Allora più che fare
silenzio, è necessario prendere il silenzio. Accogliere una presenza.
È necessario interiorizzare un evento veicolato dalla Parola ascoltata e lasciarsi mettere in crisi,
se vogliamo che questo, l'evento, diventi esperienza.
Se vogliamo veramente crescere anche Spiritualmente è indispensabile conoscere, capire e provare ....
Ti invito a visitare anche il mio Blog: ( http://cappellano-unavoce.blogspot.com/ ) il quale ti porterà ad un altro dove sono raccolti i miei scritti.
Buona Settimana
vostro don Marco
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