Ormai siamo fuori casa 2 mesi, distanti da chi ha condiviso (anche se con un pizzico di disapprovazione) la nostra partenza e comunque, con, o senza consenso siamo qui, viviamo in queste strutture chiamate "Corimec", (non sò la derivazione del termine) sono moduli abitativi, dotati di servizi igienici, 4 cessi, due orinatoi e sei docce, 28 piccole stanze di circa 18 mq, adibite a dormitori, due ripostigli dove vi ripongono vari attrezzi per le pulizie e altro, è condiviso da circa cinquanta persone, tutte adulte, vaccinate e...be, non entriamo in particolari. Bene, all'incirca abbiamo delucidato dove trascorriamo gran parte della giornata quando non siamo fuori ad operare, proveniamo da diversi reparti situati nello stivale, chi alla radiomobile, stazione, reparto o nucleo operativo, reggimento del 7° in Lives (BZ), tutti con singole e uniche esperienze di vita professionale, dove quella più sconclusionata e bizzarra in un modo o nell'altro è stata già vissuta, già... perché analogie in questa grande famiglia ne esistono e con la nostra attività, viviamo aneddoti i quali sentirli raccontare è simultaneo trarre conclusioni..."ma pensa, è successo quasi la stessa cosa anche a me". Quanto detto, mi fà pensare la mitica frase (gia menzionata) "siamo una grande famiglia" giacchè condividiamo quanto descritto sui Corimec, ma soprattutto operiamo in terra ostile nei nostri confronti ...per cui dovremmo esserlo, sarebbe bello pensare che ci volessimo tutti bene, ci capissimo e fraternizzassimo in modo tale da conoscerci un pò meglio. (ma questo forse il tempo fa il suo percorso) Invece...ci sono circostanze in cui il mio pensiero devia, trova ostacoli i quali mi impediscono di scavare oltre, per poter capire quanto siamo ridicoli nei comportamenti quotidiani. A partire dalla mattina, molte volte anche un solo cenno di sorriso (si mettono in moto 19 muscoli facciali) o un "buongiorno"...basta per far pensare: "questa è una persona meritevole di stime, con cui si può relazionare" (non è detto che lui lo voglia fare con voi, tuttavia mi fa pensare positivo di lui) e si evidenzia in lui un uomo con il quale si può cercare un approccio o comunque colloquiare, invece ci sono soggetti che neanche rispondono al saluto, qui entra in ballo l'educazione (l'avranno ricevuta?...o l'hanno appresa male?) fattore al quale non mi esprimo perchè ci sono luminari della materia, i quali ancora non hanno trovato una soluzione per coloro che non sono in grado di apprenderla, pensare che alcuni individui, con i quali condividiamo questo Corimec, (e non solo) possano acqusirla, mi viene difficile immaginare che siano in grado, poiché sono giunti ad un'età la quale, o l'hai appresa o...meglio lasciar perdere. Chissà se qualcuno ha sentito ho sente il bisogno di commentare...penso proprio di si, purtroppo non potranno farlo, finché questo Blog resterà oscurato.
lunedì 7 settembre 2009
La convivenza
Ormai siamo fuori casa 2 mesi, distanti da chi ha condiviso (anche se con un pizzico di disapprovazione) la nostra partenza e comunque, con, o senza consenso siamo qui, viviamo in queste strutture chiamate "Corimec", (non sò la derivazione del termine) sono moduli abitativi, dotati di servizi igienici, 4 cessi, due orinatoi e sei docce, 28 piccole stanze di circa 18 mq, adibite a dormitori, due ripostigli dove vi ripongono vari attrezzi per le pulizie e altro, è condiviso da circa cinquanta persone, tutte adulte, vaccinate e...be, non entriamo in particolari. Bene, all'incirca abbiamo delucidato dove trascorriamo gran parte della giornata quando non siamo fuori ad operare, proveniamo da diversi reparti situati nello stivale, chi alla radiomobile, stazione, reparto o nucleo operativo, reggimento del 7° in Lives (BZ), tutti con singole e uniche esperienze di vita professionale, dove quella più sconclusionata e bizzarra in un modo o nell'altro è stata già vissuta, già... perché analogie in questa grande famiglia ne esistono e con la nostra attività, viviamo aneddoti i quali sentirli raccontare è simultaneo trarre conclusioni..."ma pensa, è successo quasi la stessa cosa anche a me". Quanto detto, mi fà pensare la mitica frase (gia menzionata) "siamo una grande famiglia" giacchè condividiamo quanto descritto sui Corimec, ma soprattutto operiamo in terra ostile nei nostri confronti ...per cui dovremmo esserlo, sarebbe bello pensare che ci volessimo tutti bene, ci capissimo e fraternizzassimo in modo tale da conoscerci un pò meglio. (ma questo forse il tempo fa il suo percorso) Invece...ci sono circostanze in cui il mio pensiero devia, trova ostacoli i quali mi impediscono di scavare oltre, per poter capire quanto siamo ridicoli nei comportamenti quotidiani. A partire dalla mattina, molte volte anche un solo cenno di sorriso (si mettono in moto 19 muscoli facciali) o un "buongiorno"...basta per far pensare: "questa è una persona meritevole di stime, con cui si può relazionare" (non è detto che lui lo voglia fare con voi, tuttavia mi fa pensare positivo di lui) e si evidenzia in lui un uomo con il quale si può cercare un approccio o comunque colloquiare, invece ci sono soggetti che neanche rispondono al saluto, qui entra in ballo l'educazione (l'avranno ricevuta?...o l'hanno appresa male?) fattore al quale non mi esprimo perchè ci sono luminari della materia, i quali ancora non hanno trovato una soluzione per coloro che non sono in grado di apprenderla, pensare che alcuni individui, con i quali condividiamo questo Corimec, (e non solo) possano acqusirla, mi viene difficile immaginare che siano in grado, poiché sono giunti ad un'età la quale, o l'hai appresa o...meglio lasciar perdere. Chissà se qualcuno ha sentito ho sente il bisogno di commentare...penso proprio di si, purtroppo non potranno farlo, finché questo Blog resterà oscurato.
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