
lunedì 19 luglio 2010
Un anno fà...

giovedì 18 febbraio 2010
E' finita...per davvero!
E’ veramente finita, sono trascorsi sei mesi e venti giorni circa…anzi, diciamo che in questo momento, ne sono trascorsi sette di mesi e ancora siamo con la testa in Kosovo a Pristina, alla base, ai vari cazzeggi che siamo riusciti a crearci per far trascorrere le varie QRF in base, durante i noiosi servizi ai Gate, alla Court House e via discorrendo. Sicuramente in questi giorni siete ancora la, pian piano però si riprende quelle che sono le mansioni quotidiane, preparare le varie vivande, accompagnare i piccoli (i grandi ci vanno soli) a scuola, dedicarsi al giardino, e cosi via, insomma quelle che ci occupavano la giornata aldilà del lavoro, (già, perché immagino che ancora nessuno sia rientrato al lavoro) riacquistiamo l’affetto dei nostri cari, quasi indebolito a causa della lontananza, del poco vedersi (anche se nell’arco della missione siamo riusciti a vederli per ben tre volte)…stiamo per riprendere quello che abbiamo abbandonato, per vivere l’esperienza missionaria.
Visto…non solo il fattore economico (anche se è ed stato quello primario) ha fatto parte di questo breve ma intenso periodo della nostra vita, anche quello sperimentale è entrato a far parte del nostro bagaglio, anzi… possiamo dire che è stata un’esperienza aldilà dei quasi 20mila euro (chi è riuscito a portarli a casa) elargiti dalla CE o da chissà chi!
Cari colleghi, questo metodo di comunicare, (il Blog) non so quale importanza abbia avuto per voi, per me è stato di vitale importanza nell’arco di questo periodo, mi ha tenuto impegnato, mi ha dato la possibilità di esternare quanto sentivo nei vari momenti trascorsi tra voi e con voi, così come anche ai collaboratori (penso) che hanno partecipato. Sento di dover chiedere grazie a tutti ancora una volta, per le vicissitudini vissute, belle e brutte (fanno bene tutte) per i bei momenti vissuti in compagnia di gente che non sapevo e ignoravo l’esistenza, ho immagazzinato tanto, ecco perché sento il motivo di ringraziare. Non so per quanto tempo questo metodo di comunicare con voi stia in piedi, però… sicuramente finché avrò tempo e lo farò coincidere con l’aspirazione e la volontà, continuerò ad animare questo Blog, se c’è qualcuno che legge ed è intenzionato a dare spunti per alimentarlo si faccia avanti…ciao a tutti da Sardus.
venerdì 5 febbraio 2010
GRAZIE Buon Rientro ..... e ARRIVEDERCI
a tutto il personale
HELLO AND THANKS MY FRIEND BLOG
lunedì 1 febbraio 2010
Dedicato al 7° Laives e 13° Gorizia
domenica 31 gennaio 2010
La "lettera Aperta" mensile del Cappellano
Carissimi Carabinieri,
il 2 febbraio la Chiesa celebra la presentazione al Tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme. In questa particolare festa della Chiesa, voglio soffermarmi con voi per vivere questa giornata in un modo singolare. In questo giorno la Chiesa prega e rinnova i voti delle persone Consacrate, pertanto io vorrei farvi, pregare, riflettere e rinnovare la vostra scelta di “Vocazione” ad essere Carabinieri.
Quest’anno il tema del Calendario Storico dell’Arma è “Il Giuramento” e ho letto in questa scelta il desiderio di riportare all’attenzione di tutti i Carabinieri e dei cittadini il significato autentico di questo gesto......
venerdì 29 gennaio 2010
Ulteriore delusione.
giovedì 28 gennaio 2010
Fatti un GIRO e .....
mercoledì 27 gennaio 2010
ORAMAI SIAMO ALLA FRUTTA
Se fosse per EULEX la nostra permanenza sarebbe continuata per altri 6 mesi, visto che questo contratto prevede la permanenza annuale del personale nell'impiego. Ma il nostro Comando Generale ha deciso che il giorno 05 febbraio noi carabinieri Eulex dobbiamo rientrare per fine missione, estendendo di soli 19 giorni la continuità in questo teatro operativo. Giustamente bisogna dare ad altri colleghi la possibilità di vivere anch'essi questa bella/brutta esperienza. Penso non sia la sola motivazione, con sarcasmo dico che i nostri professori "strizzacervelli" sanno benissimo, che la testa di un carabiniere, superati i 180 giorni fuori dal territorio nazionale, ha dei seri problemi comportamentali, difatti le valvole site all'interno della scatola cranica ingrippandosi, mandano automaticamente il cervello in off-limits. Si scherza certo, però c'è da aprire una breve parentesi dicendo che alcuni militari MSU riescono a rimanere in missione per quasi un anno se non più, mentre al militare Eulex questo non viene concesso, da ciò si deduce che anche la centralina del carabiniere MSU dovrebbe andare in tilt dopo il 180° giorno di permanenza fuori area.Presentazioni
lunedì 25 gennaio 2010
Il BLOG del Cappellano Militare
Vi invito a visitare il mio BLOG, troverete molte letture e fotografie interessanti.
il Blog: UNA VOCE
Grazie
vostro don Marco
giovedì 21 gennaio 2010
Benvenuti
mercoledì 20 gennaio 2010
STOP alle telefonate
martedì 19 gennaio 2010
saluti dall'Italia..
Ragazzi adesso che leggo questo blog mi tornano in mente tutti i momenti belli della missione passata insieme.. le serate in base a giocare a carte o a boccette, e ancora più belli i "tour" per le città del kosovo, tipo a Peja o a Prizren o Decani e qualcuno pure è andato a Skopje, certo non si poteva però! Questa è stata una bella fortuna, sono poche le missioni che ti lasciano la libertà di uscire così facilmente. Inoltre era un modo per conoscere il territorio e incontrare la gente del posto senza dare troppo nell'occhio. Adesso che sono tornato in Italia e alla vita di prima, sento un po' la mancanza della vita in comune, ovviamente coi suoi pro e i suoi contro, certo lì ci mancavano i familiari, e bisogna anche dire che a volte i colleghi sono un po' invadenti ma almeno, quando hai bisogno, qualcuno che ti dà una mano o che ti offra la sua compagnia lo trovi sempre. Al reggimento anche se viviamo assieme ognuno ha la propria vita fuori (come è giusto che sia) e capita che tra le missioni e i vari OP si stia mesi senza rivedere alcuni colleghi.. Comunque vada anche questa è fatta, ieri ho finito le visite mediche e da domani tornerò un po' a casa a rivedere la famiglia e gli amici, sperando che non mi facciano troppe domande sulla missione!
un saluto grande a tutti e mi raccomando: prendete il toro per le corna!
Daniele
lunedì 18 gennaio 2010
Ho appeso le carte al chiodo
domenica 17 gennaio 2010
Fine mix...o missione.

In ogni caso, siamo giunti al culmine, abbiamo soddisfatto tutto - esperienza, gloria e umanità - con qualche soldino in più sul conto corrente, possiamo raccontare qualche aneddoto vissuto, ai nostri figli, mogli e amici, porteremmo con noi le immagini di quei luoghi che abbiamo condiviso con colleghi, i quali prima non conoscevamo, che appena giunti osservavamo con stupore, chiedendoci: - ma che fa'? perché lo fa così?, forse le converrebbe farlo diversamente, senza preoccuparci che per lui il fine giustifica i mezzi - però poi, a conclusione di questa missione, abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare quanto c’è di positivo (già... perché ognuno di noi avrà pur qualche pregio, non siamo solo difettosi) anche in colui che, 6 mesi prima, sembrava la persona più ostile e schiva in questo contesto.
Probabilmente qualcuno, giunti a questo punto, un pizzico di dispiacere lo sente, ma a compensare è il fatto che si rientra in Patria, dai nostri affetti, nelle nostre case, pronti per ricominciare la solita vita... chi alla stazione, alla radiomobile al reparto o nucleo operativo insomma alle nostre mansioni quotidiane, abbandonate per 6 mesi, per vivere questa missione sotto le sue varie sfaccettature, episodi e emozioni le quali hanno incrementato il nostro bagaglio professionale e umano, sicuramente porteremmo con noi ancora per un lungo periodo se non per tutta la vita. (quindi è o no una esperienza?)
Abbiamo condiviso 18 metri quadrati con una persona che neanche sapevamo che esistesse, in sei mesi siamo riusciti a conoscerlo, rispettarlo e confidargli anche quelli che sono stati i nostri stati d’animo in questo periodo trascorso insieme, cosa che con nostra moglie ci abbiamo messo anni e magari neanche le abbiamo mai detto.
sabato 16 gennaio 2010
13.01.2010...festa Eulex.
venerdì 15 gennaio 2010
Saluti
mercoledì 13 gennaio 2010
Ciao ragazzi!
C'E' UN LIMITE A TUTTO
Piero dice che l'altr'anno è stato sulla luna,
Piero dice c'ha piantato funghi e mariujana, la penisola italiana ha un suo stivale,
Piero è stato assolto dalla corte costituzionale,
Piero con il suo gommone sbarca clandestini,
Piero è stato battezzato insieme a Ceccherini,
Piero ha pubblicato un libro per la Mondadori,
Piero è amico sia delle veline che dei calciatori, come ogni politico lui sta vicino agli elettori, ma non vota Prodi e nemmeno Berlusconi.
Piero dice che ha inclinato la torre di Pisa,
Piero dice che ha dipinto lui la Monnalisa,
Piero nell'armadio ha solo abiti di Prada,
Piero sta in contatto con Emergency di Gino Strada,
Piero ha fatto un sacco di merende con Piacciani,
Piero ieri ha dichiarato guerra ai talebani,
Piero dice che l'Italia è fatta a stelle a strisce, ma da sempre preferisce farsi solo strisce.
Piero ha fatto vincere l'Italia nei mondiali...
Piero adesso si è arruolato con i bersaglieri...
Piero, non dirmi che è vero, quello che mi hai detto,è la verità....ma che CAZZARO. Bella, l'Italia di Piero, quello che succede è un'assurdità... ma è tutto vero.
Piero ha intercettato le telefonate a Moggi,
Piero pure in Vaticano c'ha 2000 appoggi,
Piero non rinuncerebbe mai alla lotta, e si scrive ai terroristi come fa il Magnotta.
Piero in casa ha progettato bombe nucleari, col polonio lui fa sempre il pieno alla Ferrari, dice che Borghezio c'ha una nonna tunisina, è la tiene segragata da vent'anni giù in cantina.
Piero si era dato fuoco lì davanti al parlamento.... poi ha cominciato a diluviare e lui si è spento.... Piero non dirmi che è vero, quello che mi hai detto,è la verità....ma che CAZZARO. Bella, l'Italia di Piero, quello che succede è un'assurdità... ma è tutto vero. La storia ci insegna! Ma che ci insegna? La storia ci insegna! Ma che ci insegna? La storia ci insegna! Ma che ci insegna?
lunedì 11 gennaio 2010
Visita il mio BLOG
Amici,
per non riempirvi il vostro Blog di mie lettere e riflessioni, ti invito a visitare il mio e a segnarvelo nei vostri link.
Grazie della vostra amicizia.
Servizi solidali.
mercoledì 6 gennaio 2010
OMELIA del 6 Gennaio Solennità dell'EPIFANIA
questa l'Omelia di questa sera nella Sonne S. Messa dellìEpifania. Te la ripropongo qui, affinchè possa essere un'occasione di lettura spirituale e per farti sapere che è stato preparato un fascicoletto sulle Religioni, come leggerai. Buona Lettura.
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo oggi Cristo, Luce del mondo, e la sua manifestazione alle genti. Nel giorno di Natale il messaggio della liturgia suonava così: "Hodie descendit lux magna super terram – Oggi una grande luce discende sulla terra" (Messale Romano).
Vorrei, ora, farvi ripercorrere un discorso pronunciato del Papa Benedetto XVI, affinché le Sue parole guidino la nostra riflessione, scaldino il nostro cuore e come una stella orientino il nostro cammino, in questa festa, simbolo dell’Universalità della Chiesa.
A Betlemme, questa "grande luce" apparve a un piccolo nucleo di persone, un minuscolo "resto d’Israele": la Vergine Maria, il suo sposo Giuseppe e alcuni pastori. Una luce umile, come è nello stile del vero Dio; una fiammella accesa nella notte: un fragile neonato, che vagisce nel silenzio del mondo… Ma accompagnava quella nascita nascosta e sconosciuta l’inno di lode delle schiere celesti, che cantavano gloria e pace (cfr Lc 2,13-14).
Così quella luce, pur modesta nel suo apparire sulla terra, si proiettava con potenza nei cieli: la nascita del Re dei Giudei era stata annunciata dal sorgere di una stella, visibile da molto lontano. Fu questa la testimonianza di "alcuni Magi", giunti da oriente a Gerusalemme poco dopo la nascita di Gesù, al tempo del re Erode (cfr Mt 2,1-2).
L’avvenimento evangelico che ricordiamo nell’Epifania – la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme – ci rimanda così alle origini della storia del popolo di Dio, cioè alla chiamata di Abramo. Siamo al capitolo 12° del Libro della Genesi. I primi 11 capitoli sono come grandi affreschi che rispondono ad alcune domande fondamentali dell’umanità: qual è l’origine dell’universo e del genere umano? Da dove viene il male? Perché ci sono diverse lingue e civiltà? Tra i racconti iniziali della Bibbia, compare una prima "alleanza", stabilita da Dio con Noè, dopo il diluvio. Si tratta di un’alleanza universale, che riguarda tutta l’umanità: il nuovo patto con la famiglia di Noè è insieme patto con "ogni carne". Poi, prima della chiamata di Abramo si trova un altro grande affresco molto importante per capire il senso dell’Epifania: quello della torre di Babele. Afferma il testo sacro che in origine "tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn 11,1). Poi gli uomini dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra" (Gn 11,4).
La conseguenza di questa colpa di orgoglio, analoga a quella di Adamo ed Eva, fu la confusione delle lingue e la dispersione dell’umanità su tutta la terra (cfr Gn 11,7-8). Questo significa "Babele", e fu una sorta di maledizione, simile alla cacciata dal paradiso terrestre.
A questo punto inizia la storia della benedizione, con la chiamata di Abramo: incomincia il grande disegno di Dio per fare dell’umanità una famiglia, mediante l’alleanza con un popolo nuovo, da Lui scelto perché sia una benedizione in mezzo a tutte le genti (cfr Gn 12,1-3). Questo piano divino è tuttora in corso e ha avuto il suo momento culminante nel mistero di Cristo.
Da allora sono iniziati gli "ultimi tempi", nel senso che il disegno è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini. La stessa Chiesa, depositaria della benedizione, è santa e composta di peccatori, segnata dalla tensione tra il "già" e il "non ancora". Nella pienezza dei tempi Gesù Cristo è venuto a portare a compimento l’alleanza: Lui stesso, vero Dio e vero uomo, è il Sacramento della fedeltà di Dio al suo disegno di salvezza per l’intera umanità, per tutti noi.
L’arrivo dei Magi dall’Oriente a Betlemme, per adorare il neonato Messia, è il segno della manifestazione del Re universale ai popoli e a tutti gli uomini che cercano la verità. E’ l’inizio di un movimento opposto a quello di Babele: dalla confusione alla comprensione, dalla dispersione alla riconciliazione.
Vediamo nei Magi i popoli che si aggregano al resto d’Israele, preannunciando il grande segno della "Chiesa poliglotta", attuato dallo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Questo "mistero" della fedeltà di Dio costituisce la speranza della storia.
La Chiesa è, nella storia, al servizio di questo "mistero" di benedizione per l’intera umanità. In questo mistero della fedeltà di Dio, la Chiesa assolve appieno la sua missione solo quando riflette in se stessa la luce di Cristo Signore, e così è di aiuto ai popoli del mondo sulla via della pace e dell’autentico progresso.
Con Gesù Cristo la benedizione di Abramo si è estesa a tutti i popoli, alla Chiesa universale come nuovo Israele che accoglie nel suo seno l’intera umanità.
Ora, proprio con questo spirito oggi in questa festa della Manifestazione di Cristo al mondo intero, la Chiesa ci mette davanti agli occhi nei Magi che visitano il Bambino di Betlemme la varietà e l’universalità dei popoli attorno all’unica fede in Dio, qualsiasi nome abbia l’uomo dato a Dio.
Questo ci porta a riflettere, allora, sulla grande famiglia della Chiesa nelle sue varie sfaccettature, differenze e tradizioni ( Ortodossi, Protestanti ecc..), pertanto per celebrare questo giorno ho preparato un fascicoletto con alcune notizie sulle Religioni per aiutare la vostra comprensione, arricchire il vostro bagaglio culturale religioso e guidare la vostra fede e la vostra appartenenza alla Chiesa di Cristo.
Cari Amici, per realizzare tutto questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Il coraggio dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella, e che seppero inginocchiarsi davanti ad un Bambino e offrirgli i loro doni preziosi.
Abbiamo tutti bisogno di questo coraggio, ancorato a una salda speranza. Ce lo ottenga Maria, accompagnandoci nel nostro pellegrinaggio terreno con la sua materna protezione e ci aiuti in questo cammino di rispetto e dialogo universale.
martedì 5 gennaio 2010
UN RACCONTO: Natale è festa di persone non di cose.
venerdì 1 gennaio 2010
BUON ANNO dal Cappellano con l'Omelia del 1° Gennaio
Carissimi,
la festa di Capodanno è carica già per conto suo di simboli emotivi e culturali che in ogni popolo e civiltà segnano una consapevolezza sempre più intensa del passare inesorabile del tempo, come a dire che la vita dell’uomo sulla terra ha una scadenza, a cui ci avviciniamo inesorabilmente, tra nostalgia del passato e speranza per il futuro.
La liturgia più antica celebrava in questo giorno il ricordo della circoncisione e dell’imposizione del nome di Gesù, con Maria e Giuseppe, ufficialmente nel Tempio, otto giorni dopo il Natale, come si racconta nel Vangelo di Luca.
Più recentemente la Chiesa ha messo tutto questo carico di storia e di futuro sotto la protezione di Maria, Madre di Dio, che appunto è la più coinvolta, per tutti noi, nel mistero del Dio fatto carne, che è il cuore della nostra fede.
Ora, ieri sera abbiamo Ringraziato Dio per il dono di un anno trascorso e lo abbiamo fatto recitando l’antica preghiera del Te Deum, oggi in occasione dell’inizio del Nuovo Anno, il Papa ci parla di PACE e rivolge un lungo messaggio a tutto il mondo, che vi ho inviato via e mail e che vi invito a leggere, inoltre, in questa Solennità, invocheremo la Benedizione del Signore per il nuovo anno che è iniziato, recitando l’antico Inno del Veni Creator.
Oggi, nell’odierna solennità, voglio proporvi qualche passaggio del Messaggio del Papa per questa Giornata, al fine di guidare la nostra riflessione e la nostra preghiera.
Noi in quanto Operatori di Pace, con il nostro essere Carabinieri, la preghiera diventa più pressante e impegnativa ed è un dovere, per servire la Pace, parlare di essa e comprenderne il vero senso.
Questa è la XLIII Giornata Mondiale della Pace e il Santo padre ha dato come tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.
Così inizia la Sua lunga lettera rivolta al mondo intero: “Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità…
L’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti….
Si rende indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca tutti ad adottare nuovi stili di vita «nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti». Sempre più si deve educare a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico...
Il degrado della natura è, infatti, strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui «quando l’«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio». Non si può domandare ai giovani di rispettare l’ambiente, se non vengono aiutati in famiglia e nella società a rispettare se stessi: il libro della natura è unico, sia sul versante dell’ambiente come su quello dell’etica personale, familiare e sociale. I doveri verso l’ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri…
Non va infine dimenticato il fatto, altamente indicativo, che tanti trovano tranquillità e pace, si sentono rinnovati e rinvigoriti quando sono a stretto contatto con la bellezza e l’armonia della natura. Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi…
La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz’altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l’intero creato
Conclude il Santo Padre Benedetto XVI il suo Messaggio così: Per questo, invito tutti i credenti ad elevare la loro fervida preghiera a Dio, onnipotente Creatore e Padre misericordioso, affinché nel cuore di ogni uomo e di ogni donna risuoni, sia accolto e vissuto il pressante appello: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato.
Sia questa allora la nostra preghiera e il nostro rinnovato impegno a continuare a servire questa Missione.




