lunedì 19 luglio 2010

Un anno fà...


...si si, con qualche giorno di ritardo , ma ci siamo, in questi giorni stavamo ancora ricevendo tutte le cianfrusaglie e attrezzature varie, pensavamo come si prospettavano i prossimi mesi, con chi dovevamo condividergli, cosa dovevamo fare, ebbene, ci siamo levati tutti dubbi, abbiamo vissuto la nostra missione, mi chiedo in quanti siano disposti a viverne delle altre, (come quella vissuta da noi nei Balcani, penso siano in tanti) forse le nostre famiglie non sono dello stesso parere, soprattutto le mogli...già! le mogli! vi hanno rimesso sulla retta via? penso siano riuscite nell'opera di recupero (casomai qualcuno si fosse perso) , infatti sicuramente si sono riprese le consuete faccende professionali, quelle domestiche e per chi ancora se lo può permettere...quelle motorie, insomma abbiamo ricominciato tutte quelle attività cessate un anno fà.
Qualcuno si stà organizzando per la prossima? dai, fatteci sapere, uniamoci in questo Blog, stiamo in contatto, anche solo per scambiare le nostre opinioni su quello che viviamo nell'Arma, del resto qualcosa l'abbiamo vissuto insieme, quasi sette mesi in Kosovo non sono pochi, o avete dimenticato tutto? non ci voglio credere un saluto a tutti, con la speranza di potervi incontrare nuovamente vi mando un saluto dalla Sardegna e dal questo fantastico mare, ciaooooooooooooo, buona estate a tutti.

giovedì 18 febbraio 2010

E' finita...per davvero!


E’ veramente finita, sono trascorsi sei mesi e venti giorni circa…anzi, diciamo che in questo momento, ne sono trascorsi sette di mesi e ancora siamo con la testa in Kosovo a Pristina, alla base, ai vari cazzeggi che siamo riusciti a crearci per far trascorrere le varie QRF in base, durante i noiosi servizi ai Gate, alla Court House e via discorrendo. Sicuramente in questi giorni siete ancora la, pian piano però si riprende quelle che sono le mansioni quotidiane, preparare le varie vivande, accompagnare i piccoli (i grandi ci vanno soli) a scuola, dedicarsi al giardino, e cosi via, insomma quelle che ci occupavano la giornata aldilà del lavoro, (già, perché immagino che ancora nessuno sia rientrato al lavoro) riacquistiamo l’affetto dei nostri cari, quasi indebolito a causa della lontananza, del poco vedersi (anche se nell’arco della missione siamo riusciti a vederli per ben tre volte)…stiamo per riprendere quello che abbiamo abbandonato, per vivere l’esperienza missionaria.

Visto…non solo il fattore economico (anche se è ed stato quello primario) ha fatto parte di questo breve ma intenso periodo della nostra vita, anche quello sperimentale è entrato a far parte del nostro bagaglio, anzi… possiamo dire che è stata un’esperienza aldilà dei quasi 20mila euro (chi è riuscito a portarli a casa) elargiti dalla CE o da chissà chi!

Cari colleghi, questo metodo di comunicare, (il Blog) non so quale importanza abbia avuto per voi, per me è stato di vitale importanza nell’arco di questo periodo, mi ha tenuto impegnato, mi ha dato la possibilità di esternare quanto sentivo nei vari momenti trascorsi tra voi e con voi, così come anche ai collaboratori (penso) che hanno partecipato. Sento di dover chiedere grazie a tutti ancora una volta, per le vicissitudini vissute, belle e brutte (fanno bene tutte) per i bei momenti vissuti in compagnia di gente che non sapevo e ignoravo l’esistenza, ho immagazzinato tanto, ecco perché sento il motivo di ringraziare. Non so per quanto tempo questo metodo di comunicare con voi stia in piedi, però… sicuramente finché avrò tempo e lo farò coincidere con l’aspirazione e la volontà, continuerò ad animare questo Blog, se c’è qualcuno che legge ed è intenzionato a dare spunti per alimentarlo si faccia avanti…ciao a tutti da Sardus.

venerdì 5 febbraio 2010

GRAZIE Buon Rientro ..... e ARRIVEDERCI

MILITARY ORDINARIATE of ITALY
MSU  -  KFOR  - EULEX 
OF2 Marco GALANTI
Militare Chaplain

Lettera Aperta del Cappellano 
a tutto il personale
“… Stella del Mattino…” arrivederci

Carissimi Amici,
            il mio tempo tra voi è terminato, rientro in Patria. La fine di un periodo è sempre occasione di bilanci, pertanto nel mandarvi questa mia ultima lettera per un saluto a tutti, farò qualche considerazione.

            Conosco i miei limiti e so di non aver fatto molto in questi mesi, so di essere una persona originale nel mio modo di presentarmi e di annunciare il Vangelo, e forse non a tutti piace, ma vi assicuro che essere Prete è bellissimo. Poter parlare di Gesù, con lo stile della vita quotidiana è entusiasmante. Sono felice di essere prete e di esserlo nelle Forze Armate e di esserlo stato tra di voi. La mia esuberanza, talvolta ha offuscato il mio desiderio di dirvi quanto è bello amare il Signore e quanto sia importante essere Suoi amici.
            Ora nel salutarvi vi dico solo, cercate di vivere la vostra vita da protagonisti e che vale sempre la pena viverla qualunque cosa vi riservi. Siate amici gli uni degli altri, gareggiate nello stimarvi e nel parlar bene, sappiate stupirvi di chi e delle cose che vi circondano, coltivate i veri valori della vita: le vostre famiglie d’origine, le famiglie che avete creato o desiderate creare, le vostre spose, ragazze, figli, amici, colleghi…. Non dimenticate Dio nella vostra vita, forse potete dimenticare i preti, ma non Lui e la Sua Chiesa, che pur essendo peccatrice, perché fatta da uomini, è e rimane la Sua creatura e la nostra mediazione tra Lui e noi attraverso una vita Sacramentale alla quale vi invito a non rinunciare mai, non createvi una religione vostra, ma seguite sempre la strada indicata dai “nostri padri”.
Siate onesti con voi stessi e con gli altri, non giudicate le apparenze ma valutate i fatti, leggete la Bibbia e imparate da Lui a vivere seriamente la vita quotidiana e diventerà una vita straordinaria, divertitevi, fate tutto quello che desiderate, sappiate che il Signore non vi giudica ma vi ama e così fate tra voi.
          La prima cosa che mi era venuta in mente arrivando qui furono le parole del profeta Baruc che dicono così: “Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; Egli le chiama e rispondono: Eccoci!” (Bar. 3.34,35).
            Le stelle mi hanno ricordato la volontà di Dio il suo disegno su di ognuno di noi, questo pensiero è stato il compagno di questa esperienza e ha fatto sognare la mia mente, realizzare un cammino, un lavoro, un servizio. Le stelle e il firmamento, il tramonto e l’alba, il passare dei giorni mi hanno fatto sentire vivo, utile, impegnato, vero, e una luce c’è sempre stata che brillava nel firmamento, nel mio cuore, era la “stella del mattino”, fedele al suo compito di annunciare il sorgere del nuovo giorno, quel “giorno nuovo”, unico irripetibile che ci ha accompagnati in questi mesi, questo “giorno” che è stato il nostro impegno, la nostra fatica guidati dallo scadenzare degli impegni che ci hanno occupato le giornate realizzando, amicizia, dialogo, lavoro … anche qualche tensione, ma che con il tramonto svaniva e rimaneva solo l’amore per le cose fatte, dimenticando divisioni e limiti.
            In questi mesi vi ho osservati, seguiti, accompagnati, ho guardato nei vostri occhi, ho cercato di scoprire i vostri sogni, le vostre croci, il vostro impegno … è stato bellissimo e nella sacralità della vostra vita mi sono inserito cercando di portare allegria e animare il vostro cuore.
            Vi ringrazio uno ad uno per quello che mi avete dato, che è sicuramente di più di quello che ho potuto darvi io. Ringrazio ogni persona, militare o civile di questo Reggimento Carabinieri, per la serenità con cui sempre mi avete salutato e accolto. Sono orgoglioso di aver appartenuto all’Arma dei Carabinieri, di aver indossato gli Alamari di aver messo come mio motto spirituale di questo tempo con voi il vostro: “NEI SECOLI FEDELE”…. Grazie.
Nelle stelle ci incontreremo, e nella preghiera sarete sempre presenti. Amate sempre, siate felici, sforzatevi di esserlo, di leggere le cose in positivo, lasciatevi guidare dal cuore e animate il vostro cuore dall’amore attraverso la preghiera e la fiducia in Dio.
            Ora carissimi amici miei vi saluto e vi auguro di proseguire questa esperienza con lo stesso stile e con lo stesso impegno. Non lasciatevi abbattere dalla fatica o dalla pesantezza, ma sappiate sempre rinnovarvi nel quotidiano e la vita diventerà un’avventura meravigliosa.
Le stelle brillano ovunque, la “… Stella del mattino…” annuncerà il sorgere di un “nuovo giorno”, e gli occhi delle persone torneranno a brillare, a vivere, ad amare … e li vi vedrò, vi penserò e pregherò per ognuno di voi, questa sarà la nostra amicizia che continua….. GRAZIE a tutti e arrivederci…..!!!!!
Vostro don Marco

HELLO AND THANKS MY FRIEND BLOG

Avrei voluto continuare ad alimentarti caro compagno di viaggio, ma nonostante le varie telefonate e domande è arrivata l'ora di salutarci. Sono sincero vorrei dirti tante cose, ma francamente sarebbero scontate. Sono orgoglioso di essere stato uno degli autori, di avermi tenuto compagnia in tutti questi mesi, trovando in te un nuovo, alternativo ed interessante stimolo. Ti ho conosciuto e son contento di essermi divertito con i vari post, sfogato dagli stati d'ira ed sopratutto aiutato a conoscerti. Ovviamente continuerò a visitarti, ti farò conoscere dalle persone a me vicine. Sono sicuro che tornati in patria tutti quelli che hanno le credenziali per l'accesso entreranno ti visiteranno e commenteranno con i loro cari, per far vedere quello che ognuno di noi vive in una missione all'estero. Questo sarà per me veramente una vittoria, un ricordo bellissimo, che quando avrò la nostalgia di rivivermi certi momenti, saprò che inserendo un account ed una password continuerò a vederti emozionandomi. Sento il dovere di congratularmi con il creatore di questo amico, colui che ha visto in me, un presumo, buon collaboratore, grazie di cuore Luca, questo è quello che penso veramente. Un saluto a tutti augurandovi un buon rientro a casa.

lunedì 1 febbraio 2010

Dedicato al 7° Laives e 13° Gorizia

Scusate il ritardo, ma questo è dovuto alla masterizzazione con successiva duplicazione e ulteriore montatura del filmato relativo alla bellissima serata passata insieme per il vostro fine mix. Come da promessa vi dedichiamo il sottoelencato video ricordandovi con piacere, simpatia e stima. Ciao guerrieri in bocca al lupo e in culo alla balena.

domenica 31 gennaio 2010

La "lettera Aperta" mensile del Cappellano


Lettera Aperta del Cappellano a tutto il personale Militare della Base
e OMELIA della Festa della Presentazione al Tempio di Gesù
Giornata del “Ricordo del Giuramento”

IL GIURAMENTO
"SACERDOTI DEL DOVERE"

Carissimi Carabinieri,
il 2 febbraio la Chiesa celebra la presentazione al Tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme. In questa particolare festa della Chiesa, voglio soffermarmi con voi per vivere questa giornata in un modo singolare. In questo giorno la Chiesa prega e rinnova i voti delle persone Consacrate, pertanto io vorrei farvi, pregare, riflettere e rinnovare la vostra scelta di “Vocazione” ad essere Carabinieri.
Quest’anno il tema del Calendario Storico dell’Arma è “Il Giuramento” e ho letto in questa scelta il desiderio di riportare all’attenzione di tutti i Carabinieri e dei cittadini il significato autentico di questo gesto......

Vai a leggerla tutta .... e ti aspetto.
tuo don Marco

venerdì 29 gennaio 2010

Ulteriore delusione.


Probabilmente non ci bastavano sei mesi, o forse sentivamo il bisogno di lasciare ancora i nostri familiari in balia della nostra missione, o ancora... volevamo constatare quale fosse la resistenza nel vivere con la convivenza, insomma niente di tutto questo o di quant'altro possa far pensare che in questi luoghi ci facesse piacere starci, certo non si stà male, ma stare con la famiglia e nei luoghi in cui conduciamo la nostra vita, penso che sia meglio...o no!
Alcuni componenti di questa missione hanno espresso la volontà di fermarsi per un ulteriore periodo, si sa, chiedere è lecito...rispondere è cortesia! o no? mi sorge il dubbio, non sempre è così! infatti, a seguito delle richieste succitate e manifestate anche per iscritto, l'organo competente che avrebbe potuto e dovuto prendere una decisione in merito...che fà? cosa succede? che fine hanno fatto le nostre richieste? sono giunte a destinazione? e, se sono arrivate, quale è la decisone presa? insomma, gli interrogativi si sprecano e purtroppo non hanno risposta, nessuno considera quelle che sono state le nostre richieste i quali motivi che ci hanno spinto a farla non sono quelli suddetti.
In merito esistono disposizioni di legge (241/90) che regolano determinati comportamenti delle amministrazioni pubbliche (quale è la nostra) ma non si vuole giungere a questi estremi (anche perchè investire in spese legali quello guadagnato...) perchè il buon senso, avrebbe potuto prevalere da parte dei nostri vertici, (sicuramente per quanto mi riguarda si) invece...niente, nessuna risposta, mi viene da pensare che anche l'educazione non esista nel curriculum di chi ci dirige, di chi ci amministra, bastava poco... "siamo spiacenti la sua richiesta non è stata presa in considerazione perchè...bla bla bla" invece...niente, neanche...andate a quel paese.
Ancora una delusione, ancora...mi rammarico, sono sdegnato del mio datore di lavoro, quello che da ragazzo, sognavo, sentivo di vivere con abnegazione e spirito di sacrificio, sino ad adesso mi sembra di averlo fatto, (continuerò a farlo) come coloro che ha chiesto di fermarsi un ulteriore periodo qui, per cui sono convinto di dar voce, di poter esternare anche il loro pensiero, magari la loro sarà una forma diversa ma comunque lo stato di delusione c'è tutto, anche da parte loro.

giovedì 28 gennaio 2010

Fatti un GIRO e .....


Clicca nel titolo e vai al mio BLOG e troverai alcune notizie e poi clicca qui sotto e vai al sito della Rai
è interessante. Buona Lettura e spero Buona Visione

mercoledì 27 gennaio 2010

ORAMAI SIAMO ALLA FRUTTA

Se fosse per EULEX la nostra permanenza sarebbe continuata per altri 6 mesi, visto che questo contratto prevede la permanenza annuale del personale nell'impiego. Ma il nostro Comando Generale ha deciso che il giorno 05 febbraio noi carabinieri Eulex dobbiamo rientrare per fine missione, estendendo di soli 19 giorni la continuità in questo teatro operativo. Giustamente bisogna dare ad altri colleghi la possibilità di vivere anch'essi questa bella/brutta esperienza. Penso non sia la sola motivazione, con sarcasmo dico che i nostri professori "strizzacervelli" sanno benissimo, che la testa di un carabiniere, superati i 180 giorni fuori dal territorio nazionale, ha dei seri problemi comportamentali, difatti le valvole site all'interno della scatola cranica ingrippandosi, mandano automaticamente il cervello in off-limits. Si scherza certo, però c'è da aprire una breve parentesi dicendo che alcuni militari MSU riescono a rimanere in missione per quasi un anno se non più, mentre al militare Eulex questo non viene concesso, da ciò si deduce che anche la centralina del carabiniere MSU dovrebbe andare in tilt dopo il 180° giorno di permanenza fuori area.
Arrivati a questo punto sono d'accordo con i nostri vertici che è meglio andar via, per far riossigenare le cellule intellettive e psichiche, perchè veramente qualcuno sta superando se stesso togliendo il peggio. Dico questo perchè è assurdo che un militare in particolare un carabiniere qualsiasi grado o ruolo rivesta, abbia degli atteggiamenti non consoni alla propria morale, l'eccesso viene raffigurato dai disegni di falli e similari realizzati nelle porte dei bagni, rasentando un livello comportamentale veramente basso, considerando la sicura pessima figura e la scarsa considerazione di noi carabinieri, da parte del personale dedito alle pulizie. Concludo ringraziando coloro che pur avendo superato dignitosamente il 180° giorno, hanno ancora buon senso e tolleranza, riuscendo nonostante tutto a dimostrare il loro positivo atteggiamento in predetti avvenimenti.



Presentazioni

Bene... sono il Capitano Apollo, effettivo al Reggimento Laives...ecc. ecc. ... molto confidenziale come avvicinamento, ha esternato quello che voleva comunicarci, con semplicità, abbastanza comprensivo e anche con un pizzico di ironia, conosce questo mondo missionario, ha avuto a che fare con il mondo della territoriale e conosce il Reggimento, insomma dovrebbe avere tutte le carte in regola per poter condurre questa missione nei migliori modi...non sono io a doverlo dire, ma voi...si voi, che dovete continuare per sei mesi o forse più in questi luoghi con colui che, a primo acchito ha prospettato e esternato tanto, delucidando nei migliore dei modi quanto doveva comunicarci, sicuramente ponendosi in maniera più adeguata nei confronti di chi lo ha preceduto, il quale non è riuscito a fare e dire, in sette mesi di convivenza con noi, come quello che in mezz'ora ha rappresentato il suo successore.
Ma questo non vuole essere un elogio a chi ha assunto questo Comando, (anche perchè non è conosciuto) piuttosto un'opinione scaltra, nitida nonchè poco ammirevole, per colui che, ha condotto la precedente, con poco riguardo nei confronti del personale, (anzi diciamo che è riuscito ad allontanarlo) decisioni che hanno suscitato scarso benessere, rimproveri di entità smisurata in proporzione al fatto accaduto...ma in ogni caso, non voglio sindacare sull'operato di un quasi dirigente della nostra amministrazione, avrà il suo bel da fare e da cogliere, al suo nuovo incarico nel mondo della Territoriale. Che dire...un in bocca al lupo al nuovo giunto Capitano Apollo, un buon lavoro e che questa missione sia di buon auspicio per il futuro di tutti voi...ancora auguri e buona missione.

lunedì 25 gennaio 2010

Il BLOG del Cappellano Militare



Vi invito a visitare il mio BLOG, troverete molte letture e fotografie interessanti.
il Blog: UNA VOCE
Grazie
vostro don Marco

giovedì 21 gennaio 2010

Benvenuti


C'è chi viene e chi va, voi viene...ahahaha (per il post cultura) bene bene, come avete trovato questo posto...probabilmente alcuni di voi migliorato, considerando che siete già stati in questi luoghi, mentre per la maggior parte è la prima esperienza professionale fuori dalla nostra amata Italia, e si...per sei mesi, dovete solo menzionarla nei vostri ricordi, con tutto quello che vi avete lasciato, a parte i 26 giorni di ferie...già, ci sono anche quelle e sono veramente benvenute.
Ormai i giorni di indottrinamento sono conclusi, siete dei poliziotti europei, (questa è una missione civile, anche se noi siamo inquadrati militarmente) avete acquisito l'attestato e adesso via... si parte...gate 31 e 1, courthouse di Mitrovica, le varie QRF in base, (con qualche attivazione) le esercitazioni con le altre forze di polizia, saranno i vostri passatempi, che vi accompagneranno per i prossimi sei mesi o sette.
Tranquilli ragazzi, la situazione in Kosovo non richiede un particolare profilo, sempre basso, almeno sino a quando i focolai continuano a fumare, se dovessero essere alimentati con qualche soffiata...be, rimboccatevi le maniche e mettete a frutto gli insegnamenti acquisiti sino ad ora, ma son sicuro che non succederà almeno sino a quando tutte queste missioni saranno attive in questo territorio. Bene, vorrei mettervi a conoscenza di tante altre cose, ma avrete modo di viverla meglio senza i miei consigli, anche perchè non voglio influenzare quello che è il vostro io, posso solo augurarvi di trascorre una buona missione, di divertirvi, prendetela con filosofia, e sicuramente sarà un buon periodo, dando il giusto peso ai servizi esterni, ai valori, e a tutto quello che necessita dar importanza, non siate superficiali...in bocca al lupo.

mercoledì 20 gennaio 2010

STOP alle telefonate

Siamo alla fine di questa sofferta per qualcuno, fantastica per altri, avventura EULEX, ma a differenza di quella MSU non ci sarebbero probabili o possibili extension, neanche per chi ha lo zio Generale, il fratello Colonello, l'amico Politico il cugino Papa e cosi via.
Perchè lo sappiamo benissimo, chi si trova all'estero come noi non è raccomandato per fare una missione, mah..... per farne altre!..
Sappiamo benissimo che i requisiti li abbiamo tutti, chi più chi meno, però bisogna anche essere intelligenti nel capire, che nell'Arma (come penso in qualsiasi altro posto) si va avanti per meritocrazia! vero o falso?.
Alcuni comuni mortali hanno richiesto tramite domanda scritta di poter prolungare la permanenza in loco per la probabile illusione di sperare nell'extension, ma come dice il proverbio, chi vive sperando muore cagando.
Ognuno ormai spara le cazzate più assurde: la prolungano a tutti, altri insistono andiamo via il 05 febbraio, altri il 30 di marzo, cosi dicendo continuano a passare i giorni di questi noiosi ma casalinghi QRF.
E' stato detto e ridetto dal Colonello tramite i capi plotone, delegati dal comandante di Compagnia, basta con le chiamate, stop alle telefonate, ed invece si continua imperterriti a far chiamare l'ufficio per la raccomandazione, allora non avete capito, si va tutti a casa, sperandosi di ritrovarsi in un'altra missione, educatamente NON ROMPIAMO LE PALLE CON LE TELEFONATE, LA PACCHIA E' TERMINATA, FACCIAMOCI LE VALIGIE CHE SI TORNA IN PATRIA A 1500 EURO AL MESE....... è furnuta la ciciniella.

martedì 19 gennaio 2010

saluti dall'Italia..


Ragazzi adesso che leggo questo blog mi tornano in mente tutti i momenti belli della missione passata insieme.. le serate in base a giocare a carte o a boccette, e ancora più belli i "tour" per le città del kosovo, tipo a Peja o a Prizren o Decani e qualcuno pure è andato a Skopje, certo non si poteva però! Questa è stata una bella fortuna, sono poche le missioni che ti lasciano la libertà di uscire così facilmente. Inoltre era un modo per conoscere il territorio e incontrare la gente del posto senza dare troppo nell'occhio. Adesso che sono tornato in Italia e alla vita di prima, sento un po' la mancanza della vita in comune, ovviamente coi suoi pro e i suoi contro, certo lì ci mancavano i familiari, e bisogna anche dire che a volte i colleghi sono un po' invadenti ma almeno, quando hai bisogno, qualcuno che ti dà una mano o che ti offra la sua compagnia lo trovi sempre. Al reggimento anche se viviamo assieme ognuno ha la propria vita fuori (come è giusto che sia) e capita che tra le missioni e i vari OP si stia mesi senza rivedere alcuni colleghi.. Comunque vada anche questa è fatta, ieri ho finito le visite mediche e da domani tornerò un po' a casa a rivedere la famiglia e gli amici, sperando che non mi facciano troppe domande sulla missione!
un saluto grande a tutti e mi raccomando: prendete il toro per le corna!
Daniele

lunedì 18 gennaio 2010

Ho appeso le carte al chiodo

Non ce l'ho fatta, ho appeso le carte al chiodo prima della fine della missione. Forse dovevo appenderle da prima, chissà....
Come precedentemente scritto nel post "Tra una briscola ed una rakjia" il gioco delle carte è un gioco e tale deve rimanere.
Purtroppo non è così, si dice che il vero giocatore di carte si irrita se al gioco perde e quindi io non essendo un buon giocatore non capisco questa reazione.
Non si può capire ciò che una persona prova, quando quel sottile filo di tolleranza viene rotto.
Il vaso oramai era pieno e mancava l'ultima goccia che lo facesse traboccare. Mi dispiace che proprio l'unica goccia che ha versato nel vaso già pieno sia stata quella di Tex, che involontariamente ha fatto in modo che fosse l'ultima. Amico Tex non me ne volere ma non hai alcuna colpa per questo mio gesto e siccome ho capito che sei rimasto amareggiato da tutto ciò, ti dedico questo breve post per dirti che proprio con te non serbo alcun tipo di rancore visto e considerato che sei stato e spero sarai un buon compagno di viaggio.
P.S. Non andare in giro a farti l'alibi, capisci a me ciao.

domenica 17 gennaio 2010

Fine mix...o missione.



Manca poco ormai, questione di giorni, si sente nell'aria che qualcuno deve andar via...già! (i due reggimenti ci anticipano di 15 giorni circa) rientrare a casa...fine! oggi ricorrono i fatidici 6 mesi, (giorno più giorno meno) c'è chi non vede l'ora, altri sono indifferenti, altri ancora sono un pò dispiaciuti, non tanto per il fatto di dover lasciare questi luoghi, è che, tutto sommato nel contesto di questa missione, gli ostacoli non sono stati così aversi, (almeno a sentir parlare chi ne ha fatte altre) però!?...c'è chi, è riuscito a contestare qualcosa, esternare lamentele, magari l'ha vissuta con lo spirito non adatto, dovuto a cosa? non si sa!? potrebbero essere tanti i motivi, la lontananza dai propri cari, (nessuno ci ha imposto di venire) i servizi, i quali alcuni sono pesanti e a volte ripetitivi per pochi (ma fa parte del nostro lavoro, siamo dei professionisti) il mangiare della mensa, (sembra quasi che si mangi tutti i giorni aragosta) insomma i compianti, ci sono stati, ci sono e ci saranno, rientra nelle nostre caratteristiche.
Ci mettiamo tutte le nostre forze per manifestare quello che non ci va bene, e sembra siano tante le cose che non ci vanno a genio, ma un lato positivo di questa missione... c'è? neanche quello economico lo è! considerando che la maggior parte ha fatto il ricorso. (be quello si doveva fare!)

In ogni caso, siamo giunti al culmine, abbiamo soddisfatto tutto - esperienza, gloria e umanità - con qualche soldino in più sul conto corrente, possiamo raccontare qualche aneddoto vissuto, ai nostri figli, mogli e amici, porteremmo con noi le immagini di quei luoghi che abbiamo condiviso con colleghi, i quali prima non conoscevamo, che appena giunti osservavamo con stupore, chiedendoci: - ma che fa'? perché lo fa così?, forse le converrebbe farlo diversamente, senza preoccuparci che per lui il fine giustifica i mezzi - però poi, a conclusione di questa missione, abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare quanto c’è di positivo (già... perché ognuno di noi avrà pur qualche pregio, non siamo solo difettosi) anche in colui che, 6 mesi prima, sembrava la persona più ostile e schiva in questo contesto.

Probabilmente qualcuno, giunti a questo punto, un pizzico di dispiacere lo sente, ma a compensare è il fatto che si rientra in Patria, dai nostri affetti, nelle nostre case, pronti per ricominciare la solita vita... chi alla stazione, alla radiomobile al reparto o nucleo operativo insomma alle nostre mansioni quotidiane, abbandonate per 6 mesi, per vivere questa missione sotto le sue varie sfaccettature, episodi e emozioni le quali hanno incrementato il nostro bagaglio professionale e umano, sicuramente porteremmo con noi ancora per un lungo periodo se non per tutta la vita. (quindi è o no una esperienza?)

Abbiamo condiviso 18 metri quadrati con una persona che neanche sapevamo che esistesse, in sei mesi siamo riusciti a conoscerlo, rispettarlo e confidargli anche quelli che sono stati i nostri stati d’animo in questo periodo trascorso insieme, cosa che con nostra moglie ci abbiamo messo anni e magari neanche le abbiamo mai detto.

Lo stupore non si ferma, c'è chi ha ben pensato di chiedere il prolungamento della missione, motivo? be si può immaginare...gloria! Ahahahahah! trascorrere ancora 6 mesi in questi luoghi ci devono essere dei motivi ben fondati, l'onore è stato acquisito in questi primi sei mesi, ora bisognerebbe portare a casa qualcos'altro! con l'augurio di un buon fine e magari di un prolungamento per chi l'ha chiesto, volgo a tutti voi un caloroso saluto, mi sento di dire anche grazie, per avermi sopportato con questi sermoni, (per chi li ha letti) per le lezioni di vita, ho imparato tanto con voi tutti, tanto dalle vostre emozioni esternate liberamente senza inibizioni, ho imparato tanto anche da coloro che non hanno primeggiato con le azioni prive di fondamento, da cui non si poteva fare affidamento, ma poi, in ultimo, si è rivelato anche lui un insegnamento. Ciao a tutti da Sardus.

sabato 16 gennaio 2010

13.01.2010...festa Eulex.


Sicuramente bisognava dare un peso maggiore a quanto organizzato dai ragazzi dei due Reggimenti, sono stati in grado di divertirsi...ma soprattutto farci divertire. I lavori sono iniziati presto, già dal giorno prima, montaggio tenda, a seguire... la mattina dopo, impianto audio, luci e abbeveraggio, in contemporanea qualche bevuta ha accompagnato i preparativi, bisognava caricarsi per la serata.
Il primo impatto con la sala Acquarium, suscitava poco interesse, non sembrava che ci fosse qualche trattenimento o ricorrenza particolare, piuttosto un incontro di persone all'interno di una balera, la musica dava quell'impressione, tra bachate, salse e qualche merenghe, sembravamo in America latina, ma si doveva fare i conti con tutti, per cui il Pisto ha gestito bene la situazione, intraprendendo poi quello che sembra essere il suo forte.
Il taglio della torta, (ottima) ha fatto rompere il ghiaccio e battere i denti a tutti, ma ne è valsa la pena, compreso i fuochi, insomma non hanno fatto mancare nulla.
A questo punto iniziano le danze...ma danze!...non micio micio bau bau, il PIsto ha preso la situazione in mano, estrapolando la musica che da tempo non si sentiva, ha mescolato ad arte facendoci ballare, urlare e divertirci come non succedeva da tempo, c'è stata anche la collaborazione del vocalist, il quale ha contribuito ad animare ulteriormente la serata rendendola veramente degna dell'occasione, ma quello che in tanti hanno ammirato e chissà quando capiterà ancora...farsi servire le bevande dal Comandante, ma quello che più ci ha colpiti è stato il discorso, degno di un di un valido guerriero da letto, incitamento che ha spronato ulteriormente gli stimoli animaleschi che ognuno di noi ha, ma sono repressi... conciso, mirato, peccato non sia stato di aiuto...o forse si... per qualcuno si... "TROMBATE"!
Il tutto si è prolungato sino a notte inoltrata, anzi.. diciamo che si è fatto alba senza che ci si rendesse conto che il tempo trascorreva, non si era fermato...magari! in momenti come questi in tanti desideriamo che si fermi, invece ci lascia l'amaro in bocca e torniamo alla realtà. Come si possono dimenticare certe serate?

venerdì 15 gennaio 2010

Saluti


Non pensavo che i saluti, mi provocassero questa reazione, ma certo...il valore che mi ha unito a voi è stato più forte che venirvi a salutare, forse mi avete reputato immaturo, poco incline ad affrontare certe situazioni, ma sono così, non sarei mai stato in grado a starvi davanti mentre salivate in quel pulman ...non capisco neanche io, continuo a versare lacrime e vi giuro... sono sincere, non sono riuscito neanche a prendere un ultimo pensiero offertomi da uno di voi in segno di...non sò, ma comunque penso fosse sincero, mi sono rifugiato in infermeria, la scusa era che stavo male, ma non ho trovato l'antidoto adeguato, mi dispiace ancora ragazzi, vi porterò comunque con me, per un pò, almeno sino a quando...si si, sono sicuro, quando qualcun'altro mi chiamerà per una missione fuori area, anzi... senza area. Ciao ancora.

mercoledì 13 gennaio 2010

Ciao ragazzi!

Che dire...? ci anticipate di alcuni giorni, con precisione non saprei, visto che noi ancora non sappiamo quando dovremmo partire, ma sarà veramente questione di pochi giorni. Insomma, dai, dittemi, anzi... diteci, sicuramente le affinità si sono sprecate, i punti concordi hanno dilagato, ma non per questo non ci si debba salutare, del resto abbiamo condiviso 6 mesi e poco più, fianco a fianco sia fuori in servizio che nei Corimec, abbiamo scambiato opinioni, preso qualche caffè insieme, giocato a carte e... be si, avuto anche divergenze che hanno dato luogo a varie espressioni le quali avrebbero potuto portare a peggiori conseguenze, ma il buonsenso da parte di tutti, ha prevalso.
Bene, siamo contenti nonostante tutto, abbiamo potuto condividere questa missione con ragazzi (insomma non tanto più ragazzi) i quali hanno dimostrato sani principi morali e professionali, altri un pò esuberanti ma comunque disponibili, altri... ancora giovani, ma con esperienza da poterci insegnare (ce sempre da imparare) ancora qualcosa in questo mondo missionario.
Insomma ragazzi, vorrei trovare parole per ognuno di voi, però... permettetemi di ringraziare particolarmente coloro che hanno dimostrato veramente di avere idealismi radicati, fondati sul cameratismo e l'amicizia, la quale non si trova dietro il classico angolo, e qui hanno espresso questo valore in tutta la sua ampiezza, grazie.
Ancora un augurio per una buona permanenza nell'Arma, che di queste missioni ne potiate vivere ancora tante, forse qualcuno tirerà i remi in barca, per dedicare tutto se stesso alla meritata pensione, chi cambierà Reparto per le ambite mete che la vita ci riserva, ma soprattutto si rientra a casa, dai vostri cari, dalle famiglie che attendono con ansia il vostro rientro, in bocca al lupo ragazzi, per tutto, che il vostro futuro sia colmo di soddisfazioni e di tutto quello che desiderate...ciao Ragazzi alla prossima.

C'E' UN LIMITE A TUTTO

Cari colleghi in questa benedetta missione, che ormai è giunta al capolinea, se ne sono sentite e viste veramente di tutti i colori. Come ogni cosa, qualsiasi essa sia, bisogna sempre limitarla nel farla, perchè il troppo alla fine non va mai bene, come il sovradosaggio dei medicinali crea nausea, disgusto, malumore e tutto ciò che ne consegue. Quante stronzate o eccessi abbiamo sentito e subito, in tutti i sensi intendo. C'è chi è convinto di essere stato e sicuramente di continuare ad essere più furbo e più intelligente degli altri, non pensando che chi ascoltava o subiva l'eccesso è e rimarra più saggio ed equilibrato.
Voglio dedicare questo post a questi soggetti che grazie a Dio non sono tanti, che però grazie all'intelligenza degli altri sono stati detestati e disprezzati con giudizio finale di veri cazzari.
Allego il testo della canzone di Simone Cristicchi:
L'ITALIA DI PIERO:
Piero dice che l'altr'anno è stato sulla luna,
Piero dice c'ha piantato funghi e mariujana, la penisola italiana ha un suo stivale,
Piero è stato assolto dalla corte costituzionale,
Piero con il suo gommone sbarca clandestini,
Piero è stato battezzato insieme a Ceccherini,
Piero ha pubblicato un libro per la Mondadori,
Piero è amico sia delle veline che dei calciatori, come ogni politico lui sta vicino agli elettori, ma non vota Prodi e nemmeno Berlusconi.
Piero dice che ha inclinato la torre di Pisa,
Piero dice che ha dipinto lui la Monnalisa,
Piero nell'armadio ha solo abiti di Prada,
Piero sta in contatto con Emergency di Gino Strada,
Piero ha fatto un sacco di merende con Piacciani,
Piero ieri ha dichiarato guerra ai talebani,
Piero dice che l'Italia è fatta a stelle a strisce, ma da sempre preferisce farsi solo strisce.
Piero ha fatto vincere l'Italia nei mondiali...
Piero adesso si è arruolato con i bersaglieri...
Piero, non dirmi che è vero, quello che mi hai detto,è la verità....ma che CAZZARO. Bella, l'Italia di Piero, quello che succede è un'assurdità... ma è tutto vero.
Piero ha intercettato le telefonate a Moggi,
Piero pure in Vaticano c'ha 2000 appoggi,
Piero non rinuncerebbe mai alla lotta, e si scrive ai terroristi come fa il Magnotta.
Piero in casa ha progettato bombe nucleari, col polonio lui fa sempre il pieno alla Ferrari, dice che Borghezio c'ha una nonna tunisina, è la tiene segragata da vent'anni giù in cantina.
Piero si era dato fuoco lì davanti al parlamento.... poi ha cominciato a diluviare e lui si è spento.... Piero non dirmi che è vero, quello che mi hai detto,è la verità....ma che CAZZARO. Bella, l'Italia di Piero, quello che succede è un'assurdità... ma è tutto vero. La storia ci insegna! Ma che ci insegna? La storia ci insegna! Ma che ci insegna? La storia ci insegna! Ma che ci insegna?

lunedì 11 gennaio 2010

Visita il mio BLOG



Amici,
per non riempirvi il vostro Blog di mie lettere e riflessioni, ti invito a visitare il mio e a segnarvelo nei vostri link.
Grazie della vostra amicizia.
don Marco

Servizi solidali.


Ci sono momenti in cui, la solidarietà va aldilà di quelli che dovrebbero essere i compiti primari per cui siamo qui... vigilare, prestare attenzione agli obiettivi sensibili come potrebbe essere uno stabile, una dogana o un soggetto, il quale non aveva altro di meglio da fare che....insomma assolvere quanto richiesto da questa missione.
Però i bambini di questi luoghi, (come tutti del resto) sono capaci con poco a farsi voler bene, ad attirare le nostre attenzioni, non ci mettono tanto impegno, (figuriamoci se lo facessero) un sorriso, un ciao... ed fatta! sono commoventi, suscitano sentimento rendendoti partecipe delle loro idee, dei loro giochi del mondo che li circonda, ed ecco che sei coinvolto nelle loro fantasie in pieno, ti fanno quasi dimenticare che stai lavorando.
Ma come puoi negare un sorriso, una carezza, un abbraccio, ti si stringe il cuore quando vengono accanto, ti guardano quasi a chiederti vuoi giocare con me? Be... ieri ci siamo sbizzarriti, abbiamo giocato, ballato e siamo stati capaci anche ad insegnargli qualcosa di italiano, di tradizionale siciliano, la tarantella per eccezione... sciuri sciuri, grazie alle metodologie di insegnamento del LETA Luciano Marco.
Anche questo fa parte di questa missione, la solidarietà verso chi ha bisogno...anche di un semplice sorriso facendo felici alcuni bambini e allietando il nostro servizio.

mercoledì 6 gennaio 2010

OMELIA del 6 Gennaio Solennità dell'EPIFANIA

Carissimi,
questa l'Omelia di questa sera nella Sonne S. Messa dellìEpifania. Te la ripropongo qui, affinchè possa essere un'occasione di lettura spirituale e per farti sapere che è stato preparato un fascicoletto sulle Religioni, come leggerai. Buona Lettura.
tuo don Marco


“OGGI UNA GRANDE LUCE DISCENDE SULLA TERRA”

nella chiesa cristo si rivela a i popoli



Cari fratelli e sorelle,
celebriamo oggi Cristo, Luce del mondo, e la sua manifestazione alle genti. Nel giorno di Natale il messaggio della liturgia suonava così: "Hodie descendit lux magna super terram – Oggi una grande luce discende sulla terra" (Messale Romano).
Vorrei, ora, farvi ripercorrere un discorso pronunciato del Papa Benedetto XVI, affinché le Sue parole guidino la nostra riflessione, scaldino il nostro cuore e come una stella orientino il nostro cammino, in questa festa, simbolo dell’Universalità della Chiesa.
A Betlemme, questa "grande luce" apparve a un piccolo nucleo di persone, un minuscolo "resto d’Israele": la Vergine Maria, il suo sposo Giuseppe e alcuni pastori. Una luce umile, come è nello stile del vero Dio; una fiammella accesa nella notte: un fragile neonato, che vagisce nel silenzio del mondo… Ma accompagnava quella nascita nascosta e sconosciuta l’inno di lode delle schiere celesti, che cantavano gloria e pace (cfr Lc 2,13-14).
Così quella luce, pur modesta nel suo apparire sulla terra, si proiettava con potenza nei cieli: la nascita del Re dei Giudei era stata annunciata dal sorgere di una stella, visibile da molto lontano. Fu questa la testimonianza di "alcuni Magi", giunti da oriente a Gerusalemme poco dopo la nascita di Gesù, al tempo del re Erode (cfr Mt 2,1-2).
L’avvenimento evangelico che ricordiamo nell’Epifania – la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme – ci rimanda così alle origini della storia del popolo di Dio, cioè alla chiamata di Abramo. Siamo al capitolo 12° del Libro della Genesi. I primi 11 capitoli sono come grandi affreschi che rispondono ad alcune domande fondamentali dell’umanità: qual è l’origine dell’universo e del genere umano? Da dove viene il male? Perché ci sono diverse lingue e civiltà? Tra i racconti iniziali della Bibbia, compare una prima "alleanza", stabilita da Dio con Noè, dopo il diluvio. Si tratta di un’alleanza universale, che riguarda tutta l’umanità: il nuovo patto con la famiglia di Noè è insieme patto con "ogni carne". Poi, prima della chiamata di Abramo si trova un altro grande affresco molto importante per capire il senso dell’Epifania: quello della torre di Babele. Afferma il testo sacro che in origine "tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn 11,1). Poi gli uomini dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra" (Gn 11,4).
La conseguenza di questa colpa di orgoglio, analoga a quella di Adamo ed Eva, fu la confusione delle lingue e la dispersione dell’umanità su tutta la terra (cfr Gn 11,7-8). Questo significa "Babele", e fu una sorta di maledizione, simile alla cacciata dal paradiso terrestre.
A questo punto inizia la storia della benedizione, con la chiamata di Abramo: incomincia il grande disegno di Dio per fare dell’umanità una famiglia, mediante l’alleanza con un popolo nuovo, da Lui scelto perché sia una benedizione in mezzo a tutte le genti (cfr Gn 12,1-3). Questo piano divino è tuttora in corso e ha avuto il suo momento culminante nel mistero di Cristo.
Da allora sono iniziati gli "ultimi tempi", nel senso che il disegno è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini. La stessa Chiesa, depositaria della benedizione, è santa e composta di peccatori, segnata dalla tensione tra il "già" e il "non ancora". Nella pienezza dei tempi Gesù Cristo è venuto a portare a compimento l’alleanza: Lui stesso, vero Dio e vero uomo, è il Sacramento della fedeltà di Dio al suo disegno di salvezza per l’intera umanità, per tutti noi.
L’arrivo dei Magi dall’Oriente a Betlemme, per adorare il neonato Messia, è il segno della manifestazione del Re universale ai popoli e a tutti gli uomini che cercano la verità. E’ l’inizio di un movimento opposto a quello di Babele: dalla confusione alla comprensione, dalla dispersione alla riconciliazione.
Vediamo nei Magi i popoli che si aggregano al resto d’Israele, preannunciando il grande segno della "Chiesa poliglotta", attuato dallo Spirito Santo cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Questo "mistero" della fedeltà di Dio costituisce la speranza della storia.
La Chiesa è, nella storia, al servizio di questo "mistero" di benedizione per l’intera umanità. In questo mistero della fedeltà di Dio, la Chiesa assolve appieno la sua missione solo quando riflette in se stessa la luce di Cristo Signore, e così è di aiuto ai popoli del mondo sulla via della pace e dell’autentico progresso.
Con Gesù Cristo la benedizione di Abramo si è estesa a tutti i popoli, alla Chiesa universale come nuovo Israele che accoglie nel suo seno l’intera umanità.
Ora, proprio con questo spirito oggi in questa festa della Manifestazione di Cristo al mondo intero, la Chiesa ci mette davanti agli occhi nei Magi che visitano il Bambino di Betlemme la varietà e l’universalità dei popoli attorno all’unica fede in Dio, qualsiasi nome abbia l’uomo dato a Dio.
Questo ci porta a riflettere, allora, sulla grande famiglia della Chiesa nelle sue varie sfaccettature, differenze e tradizioni ( Ortodossi, Protestanti ecc..), pertanto per celebrare questo giorno ho preparato un fascicoletto con alcune notizie sulle Religioni per aiutare la vostra comprensione, arricchire il vostro bagaglio culturale religioso e guidare la vostra fede e la vostra appartenenza alla Chiesa di Cristo.
Cari Amici, per realizzare tutto questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. Il coraggio dei Magi, che intrapresero un lungo viaggio seguendo una stella, e che seppero inginocchiarsi davanti ad un Bambino e offrirgli i loro doni preziosi.
Abbiamo tutti bisogno di questo coraggio, ancorato a una salda speranza. Ce lo ottenga Maria, accompagnandoci nel nostro pellegrinaggio terreno con la sua materna protezione e ci aiuti in questo cammino di rispetto e dialogo universale.

martedì 5 gennaio 2010

UN RACCONTO: Natale è festa di persone non di cose.


Carissimi,
domani 6 Gennaio è la Solennità dell'Epifania, ci saranno due Sante Messe alle ore 7.45 come ogni giorno e alle ore 18.00.
Buona BEFANA
don Marco

"Devo fare qualcos’altro?", chiese la segretaria.

L’occupatissimo direttore sbirciò l’orologio e l’agenda.
"Dovremmo già essere fuori da un pò.
Non si combina più niente ormai".
La segretaria sorrise:
"Veramente c’è ancora la lista dei regali di Natale di suo figlio.
Non dimentichi che fra qualche giorno è Natale!".
"Meno male che almeno lei ci ha pensato!".
L’indaffaratissimo direttore sospirò.
"Temo che il mio povero bambino sia un po’ arrabbiato con me.
E forse ha ragione.
Ho così poco tempo da dedicare alla mia famiglia.
Quando arrivo a casa alla sera, il bambino è già a letto.
Non ci parliamo quasi mai.
Ah! Ma almeno a Natale, voglio che abbia un bellissimo regalo!
Solo che non ho tempo... Facciamo così: me lo compri lei.
Non badi a spese.
Legga la lettera e compri tutto quello che il bambino vuole".
La segretaria aprì la lettera e sorridendo scosse il capo:
"Eseguo sempre i suoi ordini, ma questa volta mi è proprio impossibile".
"Perché no? Possibile che ci sia qualcosa che non
si può procurare oggi a un bambino di otto anni?
Che cosa avrà mai desiderato?
Mi faccia vedere, accidenti! ".
Senza parlare la segretaria tese al direttore la letterina del figlio.
L’uomo lesse:
"Caro papà, come regalo di Natale vorrei che tu per il prossimo anno tenessi
da parte tutti i giorni (o quasi) mezz’ora di tempo per me.
Nient’altro.
Tuo figlio Fabrizio".

Natale è festa di persone non di cose.
Un momento in cui si ritrovano valori, affetti, tenerezze, attenzioni
che finiscono troppo spesso smarrite nell'incalzare frenetico delle giornate.
I doni più belli sono quelli che riguardano le relazioni con le persone che amiamo.

venerdì 1 gennaio 2010

BUON ANNO dal Cappellano con l'Omelia del 1° Gennaio




OMELIA
XLIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
1° GENNAIO 2010


SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO

Carissimi,
la festa di Capodanno è carica già per conto suo di simboli emotivi e culturali che in ogni popolo e civiltà segnano una consapevolezza sempre più intensa del passare inesorabile del tempo, come a dire che la vita dell’uomo sulla terra ha una scadenza, a cui ci avviciniamo inesorabilmente, tra nostalgia del passato e speranza per il futuro.
La liturgia più antica celebrava in questo giorno il ricordo della circoncisione e dell’imposizione del nome di Gesù, con Maria e Giuseppe, ufficialmente nel Tempio, otto giorni dopo il Natale, come si racconta nel Vangelo di Luca.
Più recentemente la Chiesa ha messo tutto questo carico di storia e di futuro sotto la protezione di Maria, Madre di Dio, che appunto è la più coinvolta, per tutti noi, nel mistero del Dio fatto carne, che è il cuore della nostra fede.
Ora, ieri sera abbiamo Ringraziato Dio per il dono di un anno trascorso e lo abbiamo fatto recitando l’antica preghiera del Te Deum, oggi in occasione dell’inizio del Nuovo Anno, il Papa ci parla di PACE e rivolge un lungo messaggio a tutto il mondo, che vi ho inviato via e mail e che vi invito a leggere, inoltre, in questa Solennità, invocheremo la Benedizione del Signore per il nuovo anno che è iniziato, recitando l’antico Inno del Veni Creator.
Oggi, nell’odierna solennità, voglio proporvi qualche passaggio del Messaggio del Papa per questa Giornata, al fine di guidare la nostra riflessione e la nostra preghiera.
Noi in quanto Operatori di Pace, con il nostro essere Carabinieri, la preghiera diventa più pressante e impegnativa ed è un dovere, per servire la Pace, parlare di essa e comprenderne il vero senso.
Questa è la XLIII Giornata Mondiale della Pace e il Santo padre ha dato come tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.
Così inizia la Sua lunga lettera rivolta al mondo intero: “Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità… 
L’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti…. 
Si rende indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca tutti ad adottare nuovi stili di vita «nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti». Sempre più si deve educare a costruire la pace a partire dalle scelte di ampio raggio a livello personale, familiare, comunitario e politico...
Il degrado della natura è, infatti, strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui «quando l’«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio». Non si può domandare ai giovani di rispettare l’ambiente, se non vengono aiutati in famiglia e nella società a rispettare se stessi: il libro della natura è unico, sia sul versante dell’ambiente come su quello dell’etica personale, familiare e sociale. I doveri verso l’ambiente derivano da quelli verso la persona considerata in se stessa e in relazione agli altri…
Non va infine dimenticato il fatto, altamente indicativo, che tanti trovano tranquillità e pace, si sentono rinnovati e rinvigoriti quando sono a stretto contatto con la bellezza e l’armonia della natura. Vi è pertanto una sorta di reciprocità: nel prenderci cura del creato, noi constatiamo che Dio, tramite il creato, si prende cura di noi…
La ricerca della pace da parte di tutti gli uomini di buona volontà sarà senz’altro facilitata dal comune riconoscimento del rapporto inscindibile che esiste tra Dio, gli esseri umani e l’intero creato 
Conclude il Santo Padre Benedetto XVI il suo Messaggio così: Per questo, invito tutti i credenti ad elevare la loro fervida preghiera a Dio, onnipotente Creatore e Padre misericordioso, affinché nel cuore di ogni uomo e di ogni donna risuoni, sia accolto e vissuto il pressante appello: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato.
Sia questa allora la nostra preghiera e il nostro rinnovato impegno a continuare a servire questa Missione.

BUON ANNO del SIGNORE 
MMX

Il Cappellano alla fine dell'anno





OMELIA
S. MESSA E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO
PER LA FINE DELL’ANNO 2009

 
Cari fratelli,
ci siamo riuniti in Chiesa, in questa bellissima serata. Dove la luna e le stelle accompagnano i sentimenti del nostro cuore, per celebrare l’Eucaristia nell’ultimo giorno di quest’anno 2009 che volge ormai al termine.

 “Figlioli, questa è l’ultima ora” (1 Gv 2,18).

Abbiamo ascoltato queste parole all’inizio nella prima lettura, tratta dalla lettera di san Giovanni, e pensiamo: quanto esse sono attuali! Quanto tutto questa sera converga a pensare alla fine di un periodo.

La fine dell'anno è occasione e motivo per tutti noi di bilanci, di auguri ed è anche un appello pressante a cogliere il senso e il valore del tempo che Dio ci concede.
Proprio sul senso e sul valore del tempo desidero proporvi innanzitutto alcune considerazioni per aiutare la vostra, la nostra, riflessione.

Sebbene si tratti soltanto di un cambiamento di data nel calendario, del fatto che dopo la mezzanotte l’anno 2009 lascerà il posto all’anno 2010, non possiamo tuttavia astrarre quest’evento da tutto ciò che è in noi e attorno a noi.
L’ultimo giorno dell’anno, che sta per terminare, ci mette in modo particolare davanti all’evidenza del “passare”:
“passa la scena di questo mondo” (1 Cor 7,31) e passa, in questo mondo, l’uomo.
Pensiamo in questo momento a tutti gli uomini, per i quali l’anno 2009 è stato l’ultima data nella storia della loro vita sulla terra, è stato cioè la data della loro morte.
Al tempo stesso pensiamo ai diversi avvenimenti che in questo periodo sono passati attraverso l’Italia, gli altri paesi del continente europeo, attraverso tutti i continenti del globo.
Gli avvenimenti che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica, che hanno suscitato l’avvilimento e forse, a volte, la speranza.
Gli avvenimenti che hanno avuto la loro fine, oppure durano nelle loro conseguenze, costituendo una sfida, ponendo davanti agli uomini nuovi compiti.
Le parole dell’apostolo Paolo nella lettera ai Galati, ci aiutano a fare luce sul significato più vero del tempo. Paolo ci ricorda che “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna…perché ricevessimo l’adozione a figli” (Galati 4, 4-5).
L’espressione “pienezza del tempo” indica che il tempo corre verso un fatto accaduto, il quale fatto ha raggiunto il suo fine, la sua fine.
Prima di Cristo il tempo era come un’attesa, l’invocazione di Qualcuno che deve venire e ora questo Qualcuno è arrivato: è il Gesù di Nazaret e il tempo si è compiuto.
Ecco, sono “le ultime ore” di questo anno, cari amici.
Sappiamo che tutti gli avvenimenti della nostra vita e del nostro pianeta, passeranno nella storia con la data 2009.
Sappiamo che, insieme a questa data, essi si chiuderanno nei limiti del passato dell’uomo e del mondo.
Il giorno odierno costituisce certamente un termine. È il giorno di una certa chiusura. E noi tutti lo viviamo in tale modo.

E desideriamo viverlo così noi, che siamo qui riuniti nella chiesa della nostra base, per partecipare alla liturgia eucaristica, al sacrificio di Cristo, che è, nello stesso tempo, il “nostro” sacrificio e ci permette di esprimere dinanzi a Dio nel modo più pieno ciò che, in questo giorno, il nostro cuore e la nostra coscienza sentono il bisogno di manifestare.
Nella liturgia eucaristica noi possiamo esprimere a Dio nel modo più pieno il nostro rendimento di grazie e chiedere perdono. Infatti abbiamo certamente di che ringraziare, ma abbiamo anche di che chiedere perdono.

E perciò contenuto particolarmente vivo della nostra odierna partecipazione alla Santa Messa che le parole del prefazio diventino la nostra preghiera: “È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere... rendere grazie... a te”!
A te.
Proprio a te, Padre, Figlio e Spirito Santo.
Allora carissimi, vogliamo ringraziare per tutta l’abbondanza del mistero della nascita di Dio, nella cui luce sta passando l’anno vecchio e nasce quello nuovo.
Quanto è eloquente che il giorno che umanamente parla soprattutto del “passare”, quanto sia importante ringraziare dei doni ricevuti.
E insieme a questo rendimento di grazie, vogliamo sottolineare le parole della liturgia, iniziando dal “confiteor”
passando, attraverso il “Kyrie, eleison”,
fino ad arrivare all’“Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo”
e al nostro “Signore, non sono degno...”.
Mettiamo in queste parole tutto ciò che vivono le nostre coscienze, ciò che grava su di esse, ciò che soltanto Dio stesso può giudicare e perdonare. E non rifuggiamo dallo stare qui oggi davanti a Dio con la coscienza della colpa, come nell’atteggiamento del pubblicano del Vangelo, anzi  assumiamo proprio questo atteggiamento. Esso corrisponde appunto alla verità interiore dell’uomo. Esso porta la liberazione. Esso, proprio esso, si collega con la speranza.
Sì. La speranza dell’uomo e la speranza del mondo contemporaneo, la prospettiva del futuro davvero “migliore”, più umano dipendono dal “confiteor” e dal “Kyrie, eleison”. Dipendono dalla conversione personale che è capace di trasformare non soltanto la vita personale dell’uomo, ma la vita degli ambienti e della società intera: dagli ambienti più piccoli fino a quelli sempre più grandi, fino a comprendere l’intera famiglia umana.
Una cosa significativa: nel giorno in cui pensiamo, prima di tutto, al termine, alla fine, la liturgia tende la mano verso le parole che parlano del principio: “In principio era il Verbo / e il Verbo era presso Dio / e il Verbo era Dio. / Egli era in principio presso Dio” (Gv 1,1-2).
Il termine ordina di risalire col pensiero al “principio”.
La fine dell’anno al suo inizio.
Il termine della vita al suo inizio.
Tuttavia il prologo del Vangelo di san Giovanni ci ordina di ritornare a quel “principio”, che è prima del tempo, prima del mondo, prima di tutto ciò che vive in questo mondo e muore, ha un inizio ed una fine... Ci ordina di ritornare al “principio” di ogni cosa, il quale è in Dio. In Dio stesso. Appunto, il Verbo: “Tutto è stato fatto per mezzo di lui / e senza di lui niente è stato fatto / di tutto ciò che esiste. / In lui era la vita / e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,3-4). Ed ecco: quel “principio” assoluto e incondizionato, di tutto , si è legato con il tempo dell’uomo. Con il passare. Con la sua vita e con la sua morte. “E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Da quel momento dobbiamo contare il nostro tempo in un altro modo. In altro modo comprendere e valutare la nostra vita. In altro modo vivere il nostro passare: la nascita e la morte dell’uomo e di tutto ciò che è umano.
La nostra esistenza è radicata non soltanto nel mondo, che passa, ma anche nel Verbo, che non passa. E perciò alla fine di quest’anno, quando ascoltiamo le parole: “Egli era nel mondo... / eppure il mondo non lo riconobbe” (Gv 1,10), dobbiamo chiedere:
che cosa abbiamo fatto per conoscere meglio, nell’anno che sta passando, questo Verbo che si fece carne?
Che cosa abbiamo fatto perché, mediante noi, gli altri lo conoscessero meglio?
Che cosa abbiamo fatto perché la vita umana ritrovasse la sua forma piena e matura, quella che le conferisce il Verbo?
Ascoltiamo inoltre: “Venne fra la sua gente, / ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11). E nuovamente dobbiamo chiedere:
l’abbiamo accolto?
o piuttosto l’abbiamo scostato e respinto?
abbiamo introdotto nella vita questo Verbo che si è fatto carne per noi e per la salvezza di tutti gli uomini?
che cosa abbiamo fatto perché gli altri lo accogliessero?
Terminiamo qui. Sì. Terminiamo con una tale domanda. Con queste poche domande che ciascuno di noi può moltiplicare nel suo cuore e nella propria coscienza.
Terminiamo in questo modo l’anno 2009, che sta passando. Poiché così l’apriremo in maniera migliore verso il futuro: verso il futuro immediato, che inizierà tra poche ore e verso quello definitivo che è in Dio, in Dio stesso.
Il Verbo è il futuro definitivo dell’uomo e del mondo. È questo Verbo che nella notte di Betlemme si è fatto carne.
Da oggi riprendiamo il cammino e rimettiamo al primo posto nella nostra vita Cristo, attraverso una vita seria personale.